E il partigiano greco votò a favore di Alba Dorata

Manolis-GlezosAtene, 19 dic – Una lezione di stile in mezzo al sovvertimento totale del diritto e della sovranità. Manolis Glezos, 90 anni, il leggendario partigiano che nel 1941 strappò la bandiera nazista dall’Acropoli e divenuto il simbolo della resistenza greca, è stato l’unico parlamentare di Syriza (il partito di sinistra radicale) a votare contro la sospensione del finanziamento pubblico ad Alba Dorata.


Il Parlamento greco – su proposta della Commissione etica – ha comunque varato la sospensione con 241 voti a favore e 26 contrari su 272 votanti. Il finanziamento pubblico previsto quest’anno per Alba Dorata ammontava a 873.000 euro.

A ottobre era stata approvata una legge per lo stop al finanziamento di forze politiche nel caso che leader o un decimo dei deputati siano accusati di complicità in organizzazione criminale o atti di terrorismo. Una legge fatta apposta per assecondare il tentativo giudiziario di mettere fuori gioco Chrysi Avgì, dopo aver fallito dal punto di vista elettorale.

A favore hanno votato compatti i deputati di Nea Dimokratia (centro-destra) e del socialista Pasok – che compongono la coalizione di governo -, di Sinistra Democratica (DiMar) e del Partito Comunista (Kke) mentre i deputati del partito Greci Indipendenti si sono divisi.

“Coloro che violano i principi cristiani e vogliono distruggere la società greca non si combattono con le leggi ma con l’azione politica”, ha dichiarato Glezos spiegando la propria decisione. Parlando prima della votazione, il portavoce di Alba Dorata, Ilias Kasidiaris, aveva definito il proprio partito “un pilastro della democrazia e del sistema giudiziario”.

Giuliano Lebelli

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