E’ morto Giap, il contadino soldato che umiliò gli Usa

GiapE’ morto all’età di 102 anni il generale Vo Nguyen Giap: conosciuto semplicemente come “generale Giap”, fu protagonista militare delle vittorie del Vietnam contro il dominio coloniale francese e contro le forze statunitensi e sudvietnamite nella guerra che durò dal 1960 al 1975.

Nato in una famiglia di contadini il 25 agosto 1911, a scuola aveva letto per la prima volta gli opuscoli di Ho Chi Minh. Negli anni ’30 si iscrisse al Partito comunista indocinese dopo aver studiato i testi marxisti (ma anche le campagne militari di Napoleone). Nel 1940 Minh gli affidò l’organizzazione dei Viet Minh, un esercito di guerriglieri che liberarono il paese dall’occupazione francese. Il suo successo maggiore sarà la vittoriosa battaglia di Dien Bien Puh, un lungo e sanguinoso assedio concluso con uno scontro frontale. Successivamente divenne generale del Pavn del Vietnam del nord e combatté contro gli Stati Uniti e il Vietnam del sud. Fu sua l’iniziativa geniale dell’offensiva del Tet, ma anche la pianificazione della guerriglia paese per paese e casolare per casolare. Alla riunificazione del Vietnam, fu nominato ministro della Difesa e poi vice Primo ministro.

La vittoria di Giap e dei suoi soldati improvvisati viene ancora studiata nelle scuole militari di tutto il mondo. La sua teorizzazione della guerriglia contadina anticipò di decenni le odierne tesi sulla guerra asimmetrica.

Al di là dei transfert ideologici di quegli europei che scendevano in piazza negli anni ’70 urlando “Giap, Giap, Ho Chi Min!” e che anni dopo si sono ritrovati professionisti annoiati, parlamentari del Pdl o neoconvertiti a qualche religione monoteista, la figura del vecchio soldato contadino va ricordata un po’ come il simbolo dei limiti culturali (e quindi militari) della superpotenza statunitense, incapace di calarsi nella realtà dell’altro da sé, foss’anche solo per dominarlo meglio.

L’idea che la più grande potenza militare di tutti i tempi potesse perdere contro una massa di contadini incolti ma armati di fede, patriottismo e tenacia non era contemplata nei manuali di West Point. L’inferno afghano e irakeno di qualche decennio dopo confermerà che la lezione, a suo tempo, non fu affatto imparata.

Adriano Scianca


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