Emergenza immigrazione: secondo Frontex 100mila arrivi a luglio

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Frontex: le vie dell’immigrazione illegale in Europa

Varsavia, 19 ago – Nel mese di luglio di quest’anno, il numero di immigrati illegali registrati attraverso i confini dell’Unione Europea sono più che triplicati rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, raggiungendo il valore di 107.500 e superando per la prima volta la soglia dei 100mila in un singolo mese da quando l’agenzia Frontex, basata a Varsavia, ha iniziato le osservazioni nel 2008.

Quello di luglio 2015 rappresenta il terzo record mensile consecutivo, mostrando inoltre un salto deciso rispetto ai 70mila raggiunti in giugno. Sia la “via del Mediterraneo orientale” sia quella “balcanica occidentale” hanno mostrato inoltre un impressionante aumento rispetto ai massimi del mese precedente, portando rispettivamente alle emergenze in Grecia, in Ungheria e in Macedonia.

Questa situazione ha portato il numero di ingressi illegali registrati – quindi certamente inferiori rispetto ai valori reali – nel periodo gennaio-luglio a quasi 340mila, rispetto ai 123.500 osservati nello stesso periodo dell’anno scorso e ai 280mila dell’intero 2014.

Le etnie siriana e afgana, non a caso quelle più colpite dalle guerre scatenate o istigate dagli Stati Uniti negli ultimi 15 anni, hanno rappresentato la parte più consistente degli ingressi illegali, in particolare entrando inizialmente in Grecia attraverso la Turchia.

Questa è una situazione di emergenza per l’Europa che richiede che tutti gli Stati membri della Ue facciano un passo avanti per sostenere le autorità nazionali che stanno sopportando i numeri più grandi di immigrati ai propri confini”, ha dichiarato il direttore esecutivo di Frontex Fabrice Leggeri, aggiungendo che “Frontex ha richiamato gli Stati membri a fornire ulteriore equipaggiamento e personale per sostenere le nostre operazioni in Grecia e in Ungheria e la Commissione Europea ha approvato programmi nazionali per fornire significativa assistenza finanziaria agli Stati membri per affrontare queste sfide”.

In luglio, quasi metà di tutti gli ingressi illegali sono avvenuti attraverso il mar Egeo (quasi 50mila), principalmente sulle isole greche di Lesbos, Chios, Samos e Kos.

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Serie storica, dal 2008, degli ingressi illegali in Europa. I dati sono quelli “registrati” da Frontex, i numeri reali sono probabilmente superiori di circa il 13%. I dati del 2015 sono stimati in base ai primi sette mesi

Lungo la rotta dei Balcani occidentali, le autorità ungheresi hanno registrato oltre 34.800 ingressi, mentre in Italia si sono verificati oltre 20mila ingressi, per lo più lungo la rotta del Mediterraneo centrale (dalle coste libiche), portando il numero totale di ingressi a 90mila nei primi sette mesi del 2015. La differenza di quest’ultimo numero rispetto ai 102mila immigrati irregolari dichiarati dal Ministero dell’Interno per lo stesso periodo fornisce un’idea della sottostima degli ingressi che pesa sulle stime di Frontex: in realtà, gli ingressi illegali sono stati circa il 13% in più rispetto a quanti ufficialmente registrati dall’autorità europea.

Secondo Frontex, nove immigrati clandestini su dieci che hanno affrontato le pericolose traversate dalle coste libiche fino all’Italia vengono dall’Africa, in particolare Eritrea e Nigeria.


Esplorando più in dettaglio i dati Frontex, si scopre che gli ingressi irregolari in Europa erano sempre stati compresi tra 100mila e 150mila unità tra il 2008 e il 2011, per calare a 78mila nel 2012, probabilmente complici le situazioni di più duro combattimento sia in Siria che in Libia, e la mancanza di controllo – sia pure criminale – delle stesse coste nord africane.

Dal 2013 la situazione è apparsa andare completamente fuori controllo, prima riportando gli ingressi illegali – appunto nel 2013 – appena oltre le 100mila unità, quindi crescendo nei due anni successivi di circa il 270 per cento all’anno: 283mila nel 2014 e – dato stimato in base ai primi sette mesi dell’anno – a 775mila nel 2015.

Impressiona più di tutto il tasso pressoché identico di incremento osservato negli ultimi due anni, appunto il 270%.

Perché se tale tasso di incremento dovesse continuare nei prossimi anni, avremmo oltre due milioni di ingressi nel 2016, quasi sei milioni nel 2017, 16 milioni nel 2018, 44 milioni nel 2019 e… oltre 100 milioni nel 2020. Fantascienza? Probabilmente si, ma il fenomeno pare aver assunto una sua spaventosa dinamica interna e se non verrà efficacemente arginato il futuro dell’Europa e dei suoi popoli sarà quanto mai incerto.

Francesco Meneguzzo

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