Sidney, 10 ott – L’avventura della Siria in corsa per i mondiali di calcio di Russia 2018 è terminata. Allo spareggio contro l’Australia un gol all’ultimissimo minuto ha fatto infrangere il sogno di Damasco di poter accedere ai play off per la qualificazione ai mondiali. Se oggi avesse vinto, la nazionale siriana avrebbe potuto disputare l’ultima gara utile a disputare i mondiali contro gli Stati Uniti.

Dopo l’1 a 1 conquistato all’andata grazie al pareggio in zona Cesarini messo a segno da Omar Al Sommah, centravanti eroe reintegrato dopo 5 anni di esilio per aver sventolato una bandiera dei riballi al termine dell’unico successo calcistico della storia siriana (la vittoria della coppa d’Asia nel 2012), a Sidney la gara di ritorno ha reso necessari i tempi supplementari.

A passare in vantaggio, al sesto minuto di gioco, il solito Al Sommah, ma poi l’Australia ha pareggiato, e al minuto 109 il capitano Tom Cahill ha segnato il gol decisivo, che ha segnato un non lieto fine per la favola dei siriani. Al minuto 120 Al Sommah ci ha riprovato e solo per un soffio la Siria non è tornata a pareggiare: ha fatto palo.

Lacrime in campo e lacrime a Damasco, dove il popolo siriano, pur fiaccato e martoriato da anni di guerra, ha sempre seguito tutte le gare della nazionale sui maxischermi allestiti nelle piazze, dimenticando per 90 minuti gli orrori del conflitto. Mai allo stadio, perché la Siria è stata costretta a giocare tutte le gare da disputare in casa in campo neutro.

Per i calciatori siriani questo spareggio era molto più di una partita di calcio. I giocatori, compatti, alla vigilia della gara di andata contro l’Australia si erano assunti il compito di voler regalare una gioia al loro Paese, e di giocare per i loro morti. Mai la Siria si era qualificata per i mondiali e il traguardo raggiunto fino a questo punto, con le tantissime difficoltà logistiche per disputare le gare, aveva un che di straordinario e la squadra è entrata nella storia dello sport siriano.

Anna Pedri

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