leonardaParigi, 21 ott – La Francia continua a discutere del caso di Leonarda Dibrani, la quindicenne kosovara, residente in modo illegale nel Paese, espulsa con la sua famiglia quando era in gita scolastica con la sua classe.

La gestione anche mediatica della vicenda da parte di Hollande non è piaciuta a nessuno. Il presidente della Repubblica ha accuratamente evitato ogni commento fino a sabato, per poi uscirsene con una posizione cerchiobottista che ha lasciato insoddisfatti tanto i fautori della linea del rigore quanto gli immigrazionisti a oltranza. Hollande ha infatti ribadito che a rigor di legge l’espulsione era legittima, ma ha anche invitato la ragazza a tornare per terminare gli studi, senza però la sua famiglia. Invito prontamente rispedito al mittente dall’interessata, che ha detto che senza la sua famiglia non si muoverà.

Un dirigente socialista ha commentato, sconsolato: “Il presidente della quinta potenza mondiale è interrogato da Mitrovica da una ragzzina di 15 anni…”. Il Front National, dal canto suo, non ha mancato di scagliarsi contro Hollande: “Questo segnale di debolezza, questo incoraggiamento all’immigrazione clandestina, alla violazione di ogni regola, questo abbandono dello Stato di diritto, della legge di cui egli dovrebbe essere garante è un dramma per tutti i francesi”, ha detto Marine Le Pen.

Intanto i media diffondono un’immagine della famiglia Dibrani quanto meno controversa. Nella foto, il capofamiglia è sorridente assieme a Leonarda e ad altri suoi figli. Una mano del papà, tuttavia, scivola sotto la canottiera di Leonarda in modo almeno sospetto. Gesto innocente o squarcio su una realtà familiare più triste e scabrosa di quanto non si sia sospettato fino ad ora?

Giorgio Nigra

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