Toronto, 8 nov – Se l’Italia è nota per una certa propensione della classe politica a rimanere ad ogni costo ancorata a stipendi e poltrone, l’incredibile vicenda del sindaco di Toronto, Rob Ford, ci fa rincuorare. Le facce di bronzo non sono solo una nostra prerogativa.

il sindaco di Toronto Rob Ford
il sindaco di Toronto Rob Ford

Beccato quasi per caso, nel corso di una operazione anti droga della polizia Canadese, ripreso in un video mentre si fuma una pipa di Crack e, ovviamente, finito sulle prime pagine di mezzo mondo, il sindaco “Skunky” Ford regge il colpo con la sua migliore faccia di bronzo affidando ad una conferenza stampa il suo commento sulla vicenda.

Dai microfoni della CFRB “The City” accompagnato dal fratello Doug, già consigliere comunale si è scusato per le “molte cose stupide” che ha fatto, dichiarando agli ascoltatori: ”Amici, io sono il primo ad ammettere che non sono perfetto. Ho fatto degli errori. Ho fatto degli errori, e tutto quello che posso fare in questo momento è chiedere scusa per gli errori”.

Poi, a sorpresa, ha scioccato l’auditorio affermando candidamente: ”Voglio andare avanti, ma so che devo fare dei cambiamenti nella mia vita, che vi posso assicurare che farò.”

E ancora “Amo il lavoro che faccio, e ho intenzione di continuare a farlo”.

Come se non bastasse il sindaco era già stato immortalato, sempre in video, mentre sbraita, probabilmente ubriaco, contro delle persone del suo staff.rob_ford_kelly

Il video che inchioda il primo cittadino risalirebbe a novembre scorso ma fino a giovedì la notizia, rimbalzata solo sui quotidiani, non aveva trovato conferme da parte delle autorità giudiziarie che, però ieri, hanno affermato, dopo aver visionato un video recuperato in un computer sequestrato, d’aver visto immagini “ coerenti con quelle che sono state precedentemente riportate dalla stampa”.

Rob Ford; Bill BlairFord è stato eletto con mandato di quattro anni, nel 2010 e ha propagandato tagli fiscali e una riorganizzazione del governo della città più dinamica sotto la sua amministrazione. Ha detto agli ascoltatori che voleva finire il suo mandato e lasciare che agli elettori la decisione di tenerlo nel 2014.

“Purtroppo, non posso cambiare il passato. Posso solo andare avanti e imparare dal passato, e vi assicuro che lo sto facendo”.

La palla quindi passa alla pubblica opinione dei cittadini di Toronto che decideranno se fare lo scalpo al loro sindaco o fumare –con lui- la “pipa della pace”.

Alberto Palladino

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Alberto Palladino
Nato a Roma, classe 1987. Studia Scienze storiche e cooperazione internazionale all’università Roma 3 e da qualche anno ha iniziato a percorrere la strada professionale del reporter. Fino ad oggi, nonostante le difficoltà che incontra chi lavora in questo settore da indipendente, è riuscito a coprire alcuni degli scenari di crisi più importanti di questi ultimi anni provando a raccontare, fra gli altri, la secessione in Ucraina e la guerra antiterroristica in Siria. Collabora con importanti testate nazionali e straniere. Ha realizzato reportage dal Kosovo, embedded con la missione italiana, dall’Azerbaijan e dai luoghi di eventi importanti e tragici come gli attacchi di Parigi. Ha collaborato alla realizzazione di progetti umanitari con la onlus Solidarité Identités e la onlus Popoli in molti dei Paesi da cui poi ha scritto per questa testata: Kosovo, Birmania, Siria. Ha viaggiata nella Siria devastata dal terrorismo scattando foto e aiutando i bisognosi, sublimando al massimo la sua vocazione. Per il Primato Nazionale anima la redazione esteri e propone i suoi scatti fotografici per far aprire gli occhi ai lettori, perché è persuaso che nel mondo di oggi non è più sufficiente guardare, bisogna vedere.

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