La Troika come Erode: in Grecia mortalità infantile alle stelle

Grecia crisiAtene, 24 feb – Il mito riguardante l’eugenetica spartana, che narrava l’infanticidio dei neonati non considerati abbastanza forti da poter affrontare una vita da guerrieri, si è tramandato per secoli fino a trasformarsi in verità storica, avallata anche dai racconti di Plutarco. Solo pochi anni fa l’antropologo dell’Università di Atene, Theodoros Pitsios, ha dimostrato l’inconsistenza storica del mito svelando, dopo anni di scavi e ricerche, di aver rinvenuto alle pendici del monte Taigeto solo reperti ossei appartenenti ad adulti e di non aver riscontrato alcuna presenza di scheletri attribuibili a neonati o bambini. Verosimilmente il Taigeto, dunque, era per gli spartani ciò che la Rupe Tarpea è stata per i romani, ovvero il luogo sul quale venivano giustiziati traditori e criminali.

Purtroppo difficilmente qualcuno potrà negare, tra un anno o un millennio, la reale e documentata decimazione dei bambini greci, che si sta perpetrando a causa delle folli misure di austerità applicate per assecondare i diktat della famigerata Troika. La rivista medica inglese The Lancet, faro delle pubblicazioni in campo medico scientifico, ha presentato un dettagliato rapporto dal titolo Greece’s health crisis: from austerity to denialism. L’inchiesta racconta le gravissime ripercussioni che il popolo greco sta subendo a causa degli ingenti tagli alla spesa pubblica, una delle drastiche misure chieste dal Fmi alla Grecia per risanare il debito pubblico. I dati più allarmanti riguardano senza dubbio la sfera neonatale: secondo il rapporto la riduzione degli stipendi e l’aumento della disoccupazione hanno drasticamente ridotto i redditi familiari, portando la percentuale di bambini a rischio povertà dal 28,2% del 2007 al 30,4% del 2010. I neonati sottonutriti sono aumentati negli stessi anni del 19%, a causa del mal nutrimento delle madri e della mancanza di adeguate cure da parte delle strutture pubbliche ospedaliere. Un quadro disarmante che annuncia il dato più duro, quello sulla mortalità infantile, in aumento del 43% rispetto agli anni precedenti, con un aumento del 21% dei feti partoriti già morti. Cifre di per sé spaventose ma che non descrivono lo stato attuale della drammatica situazione, poiché calcolate su dati risalenti al biennio 2008/10 e quindi soggette a possibili variazioni in aumento riguardo agli ultimi tre anni.

Tutto ciò avviene in una nazione europea, a pochi chilometri dalle nostre coste, nel silenzio imbarazzante dei media, delle onlus, del Vaticano, di tutti quegli enti e associazioni che dalla tragedia del popolo greco, a differenza di quanto accade con altri “fratelli”, hanno poco o nulla da guadagnare.

 


Francesco Pezzuto

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