Approvate in Grecia le misure di liberalizzazione sul latte fresco e i farmaci da banco, ma la maggioranza perde un altro deputato e si riduce a 152 seggi su 300.

Atene, 2 apr – Con 151 voti favorevoli e 135 contrari il parlamento greco ha approvato un pacchetto di riforme sulle liberalizzazioni voluto dalla Troika (Ue, Bce, e Fmi) ma fortemente avversato dall’opinione pubblica e dall’industria ellenica. Le misure più osteggiate sono state due: la possibilità di vendere anche ai supermercati i farmaci da banco e l’allungamento della scadenza dai 5 ai 9 giorni per etichettare il latte come “fresco”. In segno di protesta le 3.500 farmacie del paese sono rimaste chiuse, ma a scatenare le proteste più serrate è stata l’approvazione della misura sul latte fresco, che l’Europa ha imposto per “stimolare la concorrenza” nel settore. Una scadenza più lunga permette l’arrivo di latte prodotto in altri paesi creando, a detta dei burocrati liberisti dell’Ue, una spinta al ribasso sui prezzi. Ma per i produttori greci questa misura non farà altro che agevolare l’importazione di latte tedesco.

Il comparto alimentare greco è uno dei pochi settori che ancora sopravvive in Grecia senza la necessità di rivolgersi ai mercati europei. Appare evidente che questa misura, come tante altre, non farà che agevolare la Germania sempre più arroccata in una posizione di netto vantaggio nelle produzione ed esportazione di merci verso i colleghi europei.

L’approvazione di questo pacchetto di riforme non è stato indolore per il governo presieduto dal premier Antonis Samaras. Un altro deputato, Nikita Kaklamanis, è stato espulso dal gruppo del partito di governo dopo aver votato contro queste misure. La maggioranza si è così assottigliata a soli 152 seggi su 300.

Anche in questo caso, come in tanti altri, la Grecia è stata ricattata dalla Troika che ha chiesto l’approvazione di queste riforme liberalizzatrici in cambio dell’ennesima tranche di aiuti da 10 miliardi di euro, che si rendono necessari per ripagare i bond in scadenza tra alcune settimane, di cui una buona parte vantati dalla stessa Troika. Prestiti per ripagare precedenti prestiti. Il miglior viatico per qualsiasi usuraio.

Le tensioni sociali sono ancora fortissime in Grecia e l’ascesa dell’estrema sinistra di Syriza congiunta con la fortissima probabile affermazione di Alba Dorata – accreditata di veleggiare sopra il 20% dei consensi – alle prossime elezioni europee di maggio, preannunciano una possibile crisi di governo. Visti anche i numeri traballanti della maggioranza in Parlamento e il tracollo ormai certo dei socialisti del Pasok, alleati del premier, che otterrebbero appena il 5-6% dei voti, la Grecia si avvia verso un futuro incerto. Quel che è assodato è che la gente è stanca di questa Europa.

Giuseppe Maneggio

 

 

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