Damasco, 8 nov – Aleppo 7 novembre: un atto di barbarie, una nuova pagina nera del sedicente fronte di liberazione siriano.

la cattedrale di San Simeone lo stilita. IV secolo.
la cattedrale di San Simeone lo stilita. IV secolo.

Infarcito di estremisti islamici e mercenari dal Maghreb e dalla Cecenia questa volta i ribelli che occupano una parte della città di Aleppo si sono scagliati conto uno dei simboli della cristianità siriana e mondiale, una delle chiese più antiche al mondo, la cattedrale di san Simeone lo stilita, costruita nel IV secolo che conteneva i resti sacri del santo. Sono stati trafugati tutti gli oggetti di valore e distrutte le icone.

La notizia è stata diffusa da Le Veilleur de Ninive e descrive la drammatica situazione che la città di Aleppo sta vivendo, non c’è da giorni la corrente elettrica né l’acqua potabile, manca il cibo e i ribelli hanno imposto la sharia- legge islamica- nelle zone cadute sotto il loro controllo.

306653_0_1Intanto nel villaggio di Sadad, occupato dai terroristi e poi liberato dalle truppe del presidente Assad si è drammaticamente compiuto il piu grande massacro di cristiani dall’ inizio delle ostilità  Secondo quanto affermato dall’arcivescovo Selwanos Boutros Alnemeh, metropolita siro-ortodosso di Homs e Hama, « 45 cristiani innocenti sono stati martirizzati mentre 1.500 famiglie sono state trattenute come ostaggi e scudi umani».

Il patriarca greco-cattolico di Damasco Gregorio III Laham ha commentato: «Come si possono commettere atti così inumani e bestiali a dei vecchi e alla loro famiglia? Io non capisco perché il mondo non alza la voce contro questi atti di brutalità. Estremismo e fondamentalismo aumentano in Siria, quanto avvenuto a Sadad è l’emblema di quello che tutti i cristiani in Siria stanno affrontando».

Trenta corpi sono stati ritrovati in due diverse fosse comuni. Molti presentano segni di tortura e strangolamento tra cui molti bambi

SIRIAni come se non bastasse sei membri di una stessa famiglia, tra cui una donna di 90 anni, sono stati gettati vivi dai ribelli dentro un pozzo e lì sono morti.

Intanto, sul fronte della diplomazia internazionale gli Stati Uniti continuano a sponsorizzare un’ intervento armato in Siria e a dare voce alla sedicente resistenza anti governativa che, ad oggi annovera come meriti di guerra solo massacri, fondamentalismo e brutalità.Il patriarca greco-cattolico di Damasco Gregorio III Laham ha commentato: «Come si possono commettere atti così inumani e bestiali a dei vecchi e alla loro famiglia? Io non capisco perché il mondo non alza la voce contro questi atti di brutalità. Estremismo e fondamentalismo aumentano in Siria, quanto avvenuto a Sadad è l’emblema di quello che tutti i cristiani in Siria stanno affrontando».

Alberto Palladino

 

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Alberto Palladino
Nato a Roma, classe 1987. Studia Scienze storiche e cooperazione internazionale all’università Roma 3 e da qualche anno ha iniziato a percorrere la strada professionale del reporter. Fino ad oggi, nonostante le difficoltà che incontra chi lavora in questo settore da indipendente, è riuscito a coprire alcuni degli scenari di crisi più importanti di questi ultimi anni provando a raccontare, fra gli altri, la secessione in Ucraina e la guerra antiterroristica in Siria. Collabora con importanti testate nazionali e straniere. Ha realizzato reportage dal Kosovo, embedded con la missione italiana, dall’Azerbaijan e dai luoghi di eventi importanti e tragici come gli attacchi di Parigi. Ha collaborato alla realizzazione di progetti umanitari con la onlus Solidarité Identités e la onlus Popoli in molti dei Paesi da cui poi ha scritto per questa testata: Kosovo, Birmania, Siria. Ha viaggiata nella Siria devastata dal terrorismo scattando foto e aiutando i bisognosi, sublimando al massimo la sua vocazione. Per il Primato Nazionale anima la redazione esteri e propone i suoi scatti fotografici per far aprire gli occhi ai lettori, perché è persuaso che nel mondo di oggi non è più sufficiente guardare, bisogna vedere.

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