RASSEMBLEMENT DU FRONT NATIONAL AU PALAIS ROYALL’ascesa de Front National di Marine Le Pen sembra non avere limiti. Il periodico barometro TNS Sofres sul gradimento dei politici segnala che la leader del Front National è al terzo posto (ex aequo con Fillon, Juppe e Lagarde) dietro Valls e Sarkozy. Il 33% dei francesi, infatti, auspica che Marine “abbia un ruolo importante nei mesi a venire”. Lo stesso sondaggio, un anno fa, la dava al 28% e al quattordicesimo posto. Non solo: il suo è il valore che è cresciuto di più rispetto all’intera classe politica francese. Inoltre la Le Pen guadagna consensi sia rispetto ai simpatizzanti di sinistra (+2) che a quelli di destra (+1).

 

Anche le altre rilevazioni sono convergenti con quella di TNS Sofres. Nei giorni scorsi un sondaggio dell’istituto Bva ha evidenziato che in caso di presidenziali i simpatizzanti dell’Ump, qualora dovessero scegliere al secondo turno fra il candidato del Ps e quello dell’Fn, nel 63% dei casi voterebbero per quest’ultimo. Un’altra inchiesta riguardo alle prossime elezioni comunali, che si terranno in Francia nel marzo 2014, ha visto il Front National salire al 16% dei consensi, contro il 12% del marzo scorso. Stando così le cose, è ovvio che ci si aspettino grandi cose per le Europee (dove quel 16% potrebbe anche lievitare), ma anche per le amministrative 2014, dove il Fn punta alla quota di 1.000 consiglieri.

 

Marine, dal canto suo, è attualmente impegnata in una battaglia semantica per svincolarsi dall’etichetta di “estrema destra”. Il tono è piuttosto teso alla normalizzazione. Vedasi dichiarazioni come queste: “Nello stesso sacco si mette Breivik e Alba Dorata. Poi si scuote bene in modo da ottenere un’immagine sufficientemente schifosa da appiccicare anche al Front National. Il nostro partito non è trattato alla stregua di uno come gli altri, quale invece è. Il Fn rispetta l’integralità delle idee repubblicane, non è né a destra né a sinistra. Ha idee radicalmente diverse dal Partito socialista e dall’Ump”. Se il rifiuto delle etichette semplicistiche è più che legittimo, più discutibile appare l’ansia di sembrare “come tutti gli altri” proprio quando si viene premiati per il fatto di essere differenti. Anche perché, sempre secondo il sondaggio Bva, il 77% dei francesi considera comunque il Fn un partito di estrema destra. Il che non ha impedito affatto la crescita dei consensi.

 

In compenso le reazioni isteriche della sinistra aiutano comunque il partito a mantenere quell’area sulfurea che ne garantisce il successo al di là di ogni normalizzazione. Il deputato socialista Jean-Christophe Cambadélis, per esempio, ha in tutta serietà lanciato un appello “a tutti i parlamentari e a tutti i democratici di questo Paese perché mediante blog e social network, Facebook e Twitter, dicano chiaro e tondo che il Front National e Marine Le Pen sono di estrema destra”. Le Monde, dal canto suo, ha interpretato l’invito della leader del Fn come un attentato alla libertà di stampa. Il portavoce socialista David Assouline ha invece lanciato un forum contro gli estremismi, specificando che sotto questa etichetta ricade solo la destra, Fn in testa. Non, invece, l’estrema sinistra, dove “non c’è alcuna contestazione della Repubbluca e dei suoi valori fondamentali”.

 

Con nemici così, Marine non ha bisogno di amici (o di etichette).

 

Adriano Scianca

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