Il “giorno della collera” della Francia profonda

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Parigi, 27 gen – Si è svolta  ieri a Parigi, in un vero e  proprio mare di folla,  la  “Giornata della collera” contro  il presidente Hollande. Decine  di migliaia di francesi hanno  sfilato in corteo lungo il  percorso prestabilito con  partenza dalla Bastiglia fino all’Hôtel des Invalides  manifestando al grido di  “Hollande dimettiti”, vero e proprio leitmotiv di questa insolita e piovosa domenica parigina.

In piazza una vastissima rappresentanza eterogenea di tutte le categorie politiche e sociali: un’adesione che ha coinvolto i movimenti identitari francesi, i comitati in difesa della famiglia e del matrimonio tradizionale, ma anche molte famiglie di liberi cittadini, alcuni gruppi cattolici e i sostenitori del comico “eretico” Dieudonné. Tutti in piazza per chiedere le dimissioni del Presidente francese accusato di trascinare la Francia nel baratro della depressione economica, complice anche il continuo aumento delle tasse e una politica immigrazionista che sta logorando in maniera irreparabile il tessuto sociale della nazione.

Una giornata di forte contestazione che ha anche attraversato dei momenti tensione, con cariche della polizia, arresti e diversi feriti tra entrambi gli schieramenti. Non si è fatta attendere a quanto pare neanche la risposta dei movimenti antagonisti, con alcuni sit-in antifascisti sul ponte di Austerlitz e un’ennesima provocazione del gruppo femminista Femen, ma in nessuno dei due casi si sono verificati contatti con la manifestazione.


Si intona la Marsigliese, il tricolore di Francia è la sola bandiera a sventolare e dal microfono diverse voci scandiscono quelle che sono le parole chiave della Giornata della collera: libertà di espressione, sovranità, libere elezioni che possano sfiduciare una volta per tutte il governo incompetente. E gli organizzatori promettono che questa sarà solo la prima tappa di un percorso che andrà sviluppandosi nel tempo, trovando giorno dopo giorno nuove forme di protesta per far valere le proprie ragioni nei confronti dell’esecutivo del presidente Hollande.

Ovviamente la risposta delle Istituzioni, come sospettano i manifestanti, non tarderà a farsi sentire e il rischio di una potenziale ondata repressiva è sempre dietro l’angolo. Ma come si può leggere anche sul sito della manifestazione, un sereno ottimismo continua ad accendere gli animi dei francesi che promettono battaglia su tutti i fronti, fino a quando Hollande non deciderà di presentare le proprie dimissioni o verrà sfiduciato in Parlamento. E scherzosamente aggiungono: “Hollande e la sua cricca stanno cercando di raggiungere il risultato che gli schieramenti politici sia di destra che di sinistra ritenevano impossibile: riunire l’87% della popolazione francese in un’unica battaglia politica: contro di lui!”

Michele de Nicolay

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