10155563_383103161844557_5802449193368734921_nParigi, 14 nov – Ammettiamolo, chi non l’ha pensato almeno una volta, vedendo in tv i guru della società multirazziale a ogni costo? “Se ti piace tanto l’immigrazione, perché non ospito qualche rifugiato a casa tua?”.

Riflesso un po’ semplicistico, forse, ma che ha il pregio di togliere al discorso della “accoglienza” ogni accento retorico e renderlo in tutta la sua concreta brutalità: “D’accordo, accogliamoli. Cominci tu?”. Tanto più che spesso i più accaniti fan delle porte aperte si guardano bene dal mettere piede nei quartieri dove le virtù della mescolanza sono maggiormente visibili.

La stessa idea devono averla avuta i responsabili del Mouvement pour la Remigration, un gruppo nato in Francia attorno all’idea che l’immigrazione allogena, nell’Esagono e in Europa, non sia più sostenibile. Unica alternativa: la “remigration”, ovvero un piano per il ritorno degli immigrati nei loro paesi d’origine.

Fondato il 21 settembre scorso a Parigi, il MpR si è fatto notare nei giorni scorsi per una campagna choc: delle locandine che invitano gli immigrati a farsi accogliere dai vip filo-immigrazionisti, con tanto di indirizzo in bella mostra.

Una delle prime immagini vede l’ex ministro Cécile Duflot che pronuncia, grazie a un fumetto, una sua dichiarazione in favore della regolarizzazione dei clandestini. Sotto, lo slogan: “Immigrati, benvenuti a casa mia”.

Segue l’indirizzo della sede del partito dell’esponente politico. Lo stesso è stato fatto con l’economista Jacques Attali, per il quale è stato segnalato l’indirizzo del suo studio professionale. Brutale, ma efficace.

E in Italia? Quale porta vip si aprirà per ospitare gli immigrati?

Giuliano Lebelli

 

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