TrumpWashington, 18 mag. – Trump sempre più come Nixon. Ne avevamo già parlato quando era uscita la notizia del licenziamento di James Comey, direttore dell’FBI, ma sembrava solo un’ipotesi. Ora la conferma: su twitter il parlamentare democratico Al Green ha dichiarato che oggi (nel pomeriggio italiano) chiederà alla Camera l’impeachment per il presidente americano Donald Trump. L’accusa è “ostruzione della giustizia” e “incapacità”.

Lo scandalo è quello del Russiagate, e secondo le accuse Trump avrebbe fatto pressioni sul capo dell’Fbi affinché lasciasse perdere le indagini sul consigliere Flynn e la Russia. Comey si rifiutò e Trump l’ha licenziato. E per sostituire Comey il dipartimento di giustizia americano ha nominato un commissario speciale per sovrintendere le indagini federali sul Russiagate: l’incarico è stato affidato all’ex direttore dell’Fbi, Robert Mueller. Nel frattempo le borse colano a picco.

A poco più di cento giorni dal suo insediamento alla Casa Bianca Trump è il presidente meno popolare della storia americana, il gradimento oscilla tra il 38 e il 41%. Più o meno come quello di Nixon nel pieno della bufera dello scandalo Watergate, che lo portò a dimettersi. Inoltre gli americani che si oppongono all’impeachment sono meno di quelli che invece sono a favore. Facendo due conti per ottenere la maggioranza semplice che porta all’approvazione delle richiesta di impeachment il senatore Green, oltre ai democratici che ancora non si sa se appoggeranno la sua richiesta poiché al momento prove concrete di ostruzione alla giustizia non ce ne sono, dovrà convincere 25 senatori repubblicani. L’impresa è assai difficile. Prima di Trump a finire sotto impeachment sono stati Andrew Johnson nel 1868, con l’accusa di abuso di poteri, e Bill Clinton nel 1999, per le menzogne sulla sua relazione con Monika Lewinsky. Tutti però si salvarono e nessun presidente è mai stato rimosso. Nixon, invece, si dimise prima che l’impeachment fosse deciso.

A difendere Trump è arrivato il Cremlino. Putin, infatti, sostiene che le accuse siano tutte una balla, e ha dichiarato: “In Usa si sta sviluppando una specie di schizofrenia politica”, e ha aggiunto che la Russia è disposta a pubblicare il testo dell’incontro fra il presidente e Serghei Lavrov.

Impeachment o no, Trump si appresta a compiere il suo primo viaggio all’estero. In Medio Oriente e in Europa. Passando per Israele. Al centro del viaggio questioni spinose. Tra queste la vendita di armi ai sauditi e la creazione di una Nato araba guidata da Riad per sconfiggere l’Isis, il trasferimento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, i rapporti con il Vaticano. Basterà il Russiagate a oscurare il viaggio?

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