iniezione-letale-pena-morteWashington, 30 giu – Avete presente la Corte suprema americana, quel consesso di giudici illuminati e progressisti che venerdì ha riconosciuto nei matrimoni gay un diritto fondamentale per tutti i cittadini americani?

Ebbene, si tratta degli stessi giudici che per l’ennesima volta hanno confermato la legittimità della pena di morte tramite iniezione letale.

L’ottavo emendamento della Costituzione americana contro ogni punizione considerata “inusuale e crudele” non si applica, secondo la Corte, al mix di droghe utilizzato per l’esecuzione di condanne a morte negli Stati Uniti.

Con cinque pareri favorevoli e quattro contrari la Corte Suprema ha così stabilito che il ricorso, presentato da tre detenuti che dovrebbero essere messi a morte nei prossimi mesi, non ha basi sufficienti per “smantellare” la controversa pratica.

L’iniezione letale, pensata per essere un’esecuzione “indolore”, sta facendo invece molto discutere a causa di alcuni detenuti morti tra atroci sofferenze e dopo un periodo insolitamente lungo.

Sotto accusa il sedativo Midazolam, ritenuto non efficace abbastanza da evitare una lunga e dolorosa agonia ma reso necessario dopo che il boicottaggio da parte di alcune case farmaceutiche ha interrotto la fornitura di medicinali testati in maniera più approfondita. Che foto profilo mettiamo per festeggiare questa decisione?

Giorgio Nigra

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