birraPraga 13 ott – Può il nome di una nazione cambiare per ragioni di marketing, quasi fosse un brand qualsiasi? A quanto pare sì, perché proprio in questi giorni a Praga si stanno chiedendo se il nome Repubblica Ceca sia in grado di esercitare il giusto appeal in Europa oppure non sia troppo lungo e stucchevole.

Il dibattito è esploso, dopo che il premier ceco Milos Zeman aveva ringraziato il presidente israeliano Shimon Peres, per aver utilizzato, nel corso del loro incontro pubblico, il termine “Repubblica Ceca”.

Karel Oliva, il capo del Dipartimento del Linguaggio dell’Accademia delle Scienze, ha detto a Radio Praha che il nome risale al diciassettesimo secolo e quindi sarebbe storicamente appropriato mentre la sua collega, Marketa Pravdova, ha detto a Radio Praga, che sarebbe utile avere un nome più incisivo nella diplomazia e delle relazioni estere proponendo, ad esempio, Cechia, Czechland, Boemia. In realtà, già in quasi tutte le lingue, tranne in italiano, inglese e frances, eper riferirsi allo Stato boemo si usa il termine Cechia.

Nata nel 1993, a seguito della dissoluzione della Cecoslovacchia e della caduta del regime comunista, la Repubblica Ceca deve il suo nome al popolo slavo dei Cechi che, nel VI secolo d. C. occupò le regioni di Boemia, Moravia ed Alta Slesia. I Cechi poi, secondo una tradizione comune a molti popoli antichi, avrebbero preso il loro nome da un eroe eponimo, Cech. Come testimoniato dal questo dibattito sul nome da assumere, oggi la nazione ceca, identificata da un’etnia e una lingua ben definite, fatica a trovare un’identità politica e un ruolo da assumere in Europa.

Michael Mocci

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here