Russia
Rais della Russia in Siria

Roma, 30 set – La Russia bombarda l’Isis. In Siria sono iniziati i primi raid su obbiettivi del Califfato a Talbiseh, a Nord di Homs. Secondo fonti militari Usa, i jet del Cremlino si sono alzati per la prima volta in volo poche ore dopo che il Consiglio Federale russo aveva approvato l’uso della forza richiesto da Vladimir Putin “per missioni aeree”.

Washington è stata informata con appena 60 minuti di anticipo. Sarebbe stato il governo siriano ad indicare a Mosca gli obiettivi da colpire. Richiesta confermata da Damasco che sottolinea come gli aiuti militari forniti siano stati espressamente richiesti dal presidente all’omologo russo tramite un’apposita lettera.

Il ministero della Difesa russo ha confermato i raid. Putin ha chiarito che l’impegno militare russo in Siria sarà “temporaneo”: “L’unico modo per affrontare il terrorismo – ha aggiunto Putin nel corso di una riunione di governo – è combatterlo preventivamente…e non aspettare che i terroristi arrivino in casa”.

Mosca non invierà truppe sul terreno ma si limiterà a “fornire appoggio dall’aria alle forze siriane”. Ma ha anche aggiunto che per trovare una soluzione alla crisi siriana, Bashar al-Assad deve assumere una “posizione attiva e flessibile” e deve essere pronto “per i compromessi nel nome del suo paese e del suo popolo. Servono le riforme politiche e il dialogo tra tutte le forze sane del paese”.

Fabrizio La Rocca

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