Sergey Lavrov
Sergey Lavrov

Mosca, 19 nov – Sabato scorso Sergey Lavrov, ministro degli Esteri russo, ha dichiarato che un accordo sul programma nucleare iraniano è vicino. Lavrov si è detto compiaciuto della possibilità fornita dai meeting di Ginevra di superare uno stallo decennale, “una occasione che la comunità –internazionale- (ndr) non dovrebbe perdere”.

La sua valutazione è stata discussa in un incontro bilaterale con Catherine Ashton responsabile della politica estera dell’Unione Europea.Intanto, però, gli Usa lavorerebbero ad un accordo più cauto che non lasciasse campo aperto all’Iran per la sua sperimentazione nucleare e che potesse garantire tempi più lunghi per incrementare il controllo sul programma militare di sviluppo nucleare della repubblica islamica. L’accordo sarà sul tavolo durante la prossima tornata di colloqui a Ginevra .

Gli Stati Uniti, insieme con gli altri quattro membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e la Germania – il cosiddetto P5 +1 – si erano trovati vicini ad un accordo la scorsa settimana, ma l’ostruzionismo della Francia ed il pesante attacco mediatico di Israele avevano fatto naufragare il meeting.

Il timore degli Usa e dei suoi alleati, Israele in primis, è che l’Iran, lasciato libero di procedere sulla via del nucleare, sviluppi armamenti atomici che spaccherebbero lo scacchiere geopolitico mondiale levando proprio ad Israele un preziosissimo primato strategico. Tuttavia l’Iran ha sempre sostenuto che il suo programma nucleare ha scopi puramente pacifici, nega che ci sia un percorso verso le armi nucleari, ma ha ribadito fortemente che non si sottoporrà ad un qualsiasi piano che abbia la volontà di eliminare totalmente il suo programma nucleare .

Alberto Palladino

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Alberto Palladino
Nato a Roma, classe 1987. Studia Scienze storiche e cooperazione internazionale all’università Roma 3 e da qualche anno ha iniziato a percorrere la strada professionale del reporter. Fino ad oggi, nonostante le difficoltà che incontra chi lavora in questo settore da indipendente, è riuscito a coprire alcuni degli scenari di crisi più importanti di questi ultimi anni provando a raccontare, fra gli altri, la secessione in Ucraina e la guerra antiterroristica in Siria. Collabora con importanti testate nazionali e straniere. Ha realizzato reportage dal Kosovo, embedded con la missione italiana, dall’Azerbaijan e dai luoghi di eventi importanti e tragici come gli attacchi di Parigi. Ha collaborato alla realizzazione di progetti umanitari con la onlus Solidarité Identités e la onlus Popoli in molti dei Paesi da cui poi ha scritto per questa testata: Kosovo, Birmania, Siria. Ha viaggiata nella Siria devastata dal terrorismo scattando foto e aiutando i bisognosi, sublimando al massimo la sua vocazione. Per il Primato Nazionale anima la redazione esteri e propone i suoi scatti fotografici per far aprire gli occhi ai lettori, perché è persuaso che nel mondo di oggi non è più sufficiente guardare, bisogna vedere.

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