La svolta Iraniana alla prova dei social network

Il disgelo Usa-Iran passa anche dai social network. Il fondatore di twitter Jack Dorsey ha utilizzato proprio il servizio di microblogging per chiedere al presidente iraniano Hassan Rohani se i cittadini iraniani fossero in grado di leggere i suoi cinguettii, alludendo al divieto vigente in Iran di accedere a facebook e twitter. Rohani in risposta ha accennato ad una possibile apertura: “Buonasera @Jack. Come ho detto a @camanpour, i miei sforzi sono orientati a garantire che la mia popolazione possa essere in grado di accedere a tutte le informazioni globali com’è loro #diritto”, ha replicato con un tweet. Il presidente iraniano ha voluto ribadire così la volontà di apertura già espressa la scorsa settimana in un’intervista rilasciata alla giornalista della CNN Christiane Amanpour nella quale Rohani ha parlato del diritto degli uomini e delle nazioni ad informarsi anche attraverso l’utilizzo dei social network.


 

In seguito alla storica telefonata che ha rotto un silenzio ultratrentennale, Iran e Usa sembrano così continuare sulla strada del disgelo, per quanto il percorso appaia ancora lungo e incerto.

Al ritorno in patria dal viaggio a New York, il premier iraniano è stato accolto da una folla di manifestanti che contestandolo hanno scandito lo slogan “Morte all’America”. Al contempo il primo ministro israeliano Netanyahu ha dichiarato che Hassan Rohani in realtà “è un lupo con la pelle d’agnello” aggiungendo che “l’Iran ha come unico obiettivo distruggere Israele e vuole correre avanti nella costruzione di bombe nucleari prima che la comunità internazionale se ne accorga e riesca a prevenirlo”. Dichiarazioni direttamente rivolte al presidente Obama che si è affrettato a rassicurare Netanyahu dicendo che l’Iran dovrà meritarsi la fiducia internazionale con passi concreti e non soltanto a parole e che gli Usa non intendono escludere alcuna opzione nei confronti di Teheran, neppure quella di un attacco armato.

 

I tempi del Grande Satana evocato da Khomeyni e i discorsi infuocati di Ahmadinejad sembrano acqua passata, ma, anche considerata la questione siriana ancora non del tutto chiusa, nonostante i cinguetti di twitter la strada verso una reale riconciliazione tra Iran e Usa appare ancora lontana.

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