Washington, 17 ago – In Medio Oriente c’è l’Isis che abbatte le statue. In Italia abbiamo Laura Boldrini, che vuole abbattere i simboli legati al fascismo. Negli Stati Uniti ci sono i cosiddetti Alt-Left, come vengono chiamati gli estremisti di sinistra dal presidente Donald Trump, che hanno deciso di abbattere statue e monumenti del passato Confederato.

Esattamente non si sa quanti monumenti ci siano in America che simboleggiano la Guerra Civile combattuta tra nordisti e sudisti a metà dell’Ottocento. Le stime parlano di 1503, tra statue e monumenti vari, anche se i dati non sono precisi e lo stesso istituto che ha cercato di farne la conta dice che di sicuro la stima è al ribasso.

Sta di fatto che adesso le statue che da quando sono state realizzate ed esposte non hanno mai dato fastidio a nessuno, perché comunque sono parte della storia americana, oggi sembrano il male assoluto. Non solo le statue, anche la bandiera sudista che sventola in molti stati a ricordo del tempo che fu. E allora via con le rimozioni. Da Baltimora alla California non solo i movimenti dell’estrema sinistra hanno chiesto e ottenuto l’abbattimento delle statue, anche i sindaci e i consigli comunali hanno votato per distruggere la storia.

Tutto è cominciato un paio di anni fa, con la strage di afroamericani a Charleston del 2015. Da allora quello sui simboli sudisti è un diventato un dibattito nazionale in America. In North Carolina è stata da tempo rimossa la bandiera secessionista dagli edifici pubblici, e in Louisiana a New Orelans mesi fa hanno abbattuto la statua di Jefferson Davis, presidente confederato sudista.

Ora pare che anche altri comuni facciano lo stesso. Tra questi New York, che pare si appresti a rimuovere una targa infissa su un vecchio acero, sempre in onore del generale confederato Lee, che si trova a Brooklyn, davanti a una chiesa episcopale frequentata dal comandante il quale piantò pure l’albero.

Chissà se il prossimo passo sarà vietare le repliche degli episodi della serie Hazzard e le avventure dei cugini Bo e Luke Duke al volante della mitica Dodge Charger del 1969, chiamata Generale Lee. Del resto, già dopo la strage di Charleston vennero sospese.

Anna Pedri

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