JMParigi, 10 ago – “Marine Le Pen ha l’ambizione di essere un giorno Capo dello Stato, ma non ne ha i mezzi. Né etici né politici”. A emettere questa dura condanna morale non è un esponente della sinistra francese ma Jean-Marie Le Pen, padre e, da tempo, principale avversario “a destra” della leader del Front national.

In un’intervista rilasciata al Journal du Dimanche, il cofondatore del partito spiega che la figlia sta “tagliando il ramo sul quale è seduta”. Poi lancia la bordata: “Se Marine segue la stessa linea di oggi, con gli stessi metodi di oggi e se Dio mi dà ancora vita no, nel 2017 non la sosterrò”.

Alla domanda su cosa distingua l’anziano leader dalla figlia, Le Pen ha risposto: “La morale e la rettitudine. Ma anche l’atteggiamento verso la Seconda guerra mondiale”. Per Le Pen, la dédiabolisation portata avanti da Marine è “una trappola”, dietro la quale c’è Florian Philippot, il “genio cattivo” che consiglia sua figlia.

E mentre il Front national adotta una linea sempre più “presentabile”, Nicolas Sarkozy scalpita. L’ex premier ha concesso un’intervista a Valeurs Actuelles in cui ha apertamente fatto la corte all’elettorato frontista. “La nuova evoluzione della linea del Fn – spiega Le Pen – apre uno spazio alla destra dura e favorisce in effetti Sarkozy, che è sulla cresta dell’onda. Conosciamo bene le sue qualità di manovratore”.

Il 20 agosto, Jean-Marie dovrà presentarsi di fronte all’ufficio esecutivo del partito, che deve decidere a proposito della sua esclusione. E lui sarà presente: “Non voglio fare ai membri designati da Marine Le Pen il regalo di potersi esprimere senza guardarmi negli occhi”. Se fosse espulso dal partito, aggiunge, “sarebbe come nel Terrore. Sarebbe il 1793. Io sono vittima di una grande ingiustizia, non solamente io, ma anche il Front national. Dunque io mi batterò fino alla vittoria del diritto, della giustizia e della legalità”.

Giorgio Nigra

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