pilota giordanoRoma, 4 feb – Una nuova frontiera dell’orrore è stata attraversata. Lo Stato Islamico ha infatti diffuso un video per mostrare l’esecuzione del pilota giordano Muadh al-Kasasibah.

Stavolta niente decapitazione ma forse una tecnica omicida ancor più sadica: l’uomo è stato infatti bruciato vivo in una gabbia, poi ricoperto di macerie.

Il video, montato con la consueta perizia tecnica dell’Isis, con primi piani e slow-motion hollywoodiane, fa vedere dapprima una sorta di confessione dell’uomo, che mostra un vistoso ematoma sotto l’occhio sinistro. Muad al Kasasbaeh era stato abbattuto sui cieli siriani di Raqqa il 24 dicembre mentre sorvolava la zona a bordo del suo caccia F-16.

Poi la drammatica scena dell’esecuzione: un “emiro di una regione dello Stato islamico colpita” dai bombardament dà fuoco, con una torcia, a una lingua di benzina, che presto raggunge la gabbia incendiando il pilota, che muore fra atroci tormenti. Tutto intorno ci sono miliziani armati che lo circondano con indosso una mimetica color kaki e il viso coperto. Il prigioniero, invece, indossa la classica tuta arancione dei detenuti di Guantanamo, stavolta imbevuta di benzina.

Appresa la notizia, Re Abdallah di Giordania ha interrotto la sua visita negli Stati Uniti e sta rientrando in patria. All’alba, come prima conseguenza, è stata impiccata Sajida al-Rishawi, la terrorista irachena di cui l’Isis aveva chiesto la liberazione come contropartita per il rilascio del pilota giordano e del giornalista nipponico poi ucciso. Oltre ad al-Rishawi, nel carcere di Swaqa, nel su del paese, è stato impiccato anche un altro detenuto, Ziad al-Karbouli, esponente iracheno di al-Qaeda e collaboratore stretto di Abu Musad al-Zarqawi, catturato nel 2006.

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