londra terrorismo furgone moscheaLondra, 19 giu – Ancora terrore a Londra. Questa volta a essere presa di mira è stata una moschea. Non era mai successo prima d’ora. Modalità già vista: un furgone piomba sulla folla. Un morto e 10 feriti. Si tratta per lo più di fedeli che erano usciti dalla moschea dopo la preghiera notturna del mese sacro di Ramadan. È successo poco dopo la mezzanotte locale. L’uomo alla guida del furgone, bianco, senza barba e armato di coltello, è stato arrestato. Le autorità antiterrorismo stanno indagando. Ma la moschea presa di mira non è una moschea qualunque. La moschea di Finsbury Park, a nord di Londra, in un quartiere dove la densità dei musulmani è molto alta.
Proprio quella moschea è famosa per essere stata una delle culle del jihadismo made in Uk. Qui gli imam radicali che l’hanno sempre gestita hanno arruolato combattenti da inviare in Bosnia negli anni ’90 e in Afghanistan. Una decina di anni fa venne fatta una perquisizione nella moschea, all’epoca dell’imam Abu Hamza al Masri, predicatore d’odio ritenuto il punto di riferimento per il jihadismo europeo. Durante la perquisizione vennero ritrovati un centinaio di passaporti falsi in un tramezzo del soffitto, e un vero e proprio arsenale militare, oltre a tute di protezione contro gli agenti nucleari, chimici e batteriologici, maschere antigas e materiale per falsificare carte di credito e assegni.
Dopo l’attacco di questa notte un testimone oculare ha riferito alla Bbc di aver visto un uomo uscire dal furgone gridando: “Dove sono tutti i musulmani? Voglio uccidere tutti i musulmani”. Inoltre alcuni testimoni hanno parlato di tre persone a bordo ma la polizia esclude ci siano altri complici. Il consiglio musulmano ha parlato di un atto violento di islamofobia, affermando che il furgona ha investito intenzionalmente le persone, e ha chiesto maggiore sicurezza. L’imam della moschea di Finsbury Park ha dichiarato: “Chiunque ha fatto questo, lo ha fatto per colpire delle persone e questo é terrorismo. È un attacco terroristico, come lo abbiamo chiamato a Manchester, a Westminster e a London Bridge”.

Ilaria Pedrali

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