Bruxelles, 8 dic – Ci vorranno almeno altri due anni di transizione, ma a partire dal 2020/2021 la Gran Bretagna non farà più parte dell’Unione Europea. Sarà (forse) “un amico e un alleato”, ha spiegato il presidente della commissione Jean-Claude Juncker, ma certo non avrà direttamente più nulla a che fare con il consesso comunitario.

L’accordo sulla Brexit, ad un anno e mezzo di distanza dal referendum con il quale i cittadini britannici hanno votato a favore dell’uscita dall’Ue, è stato concluso oggi dopo lunghi mesi di trattative. Ora l’ultimo passaggio: l’approvazione da parte sia del Parlamento Europeo che di quello di Londra, dopodiché il divorzio potrà realmente cominciare e far sentire i suoi effetti.

A partire, ad esempio, dal “conto” che la Gran Bretagna ha deciso di saldare nei confronti dell’Unione. Una fonte anonima citata dal Financial Times lo quantifica in almeno 35 miliardi di sterline (40 miliardi di euro) per chiudere le pendenze, ma sulla cifra reale vige il più assoluto riserbo.

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L’accordo con il quale Ue e Gran Bretagna hanno definito la Brexit

La lunga trattativa per definire i termini della Brexit non si è però limitata ai soli accordi di natura prettamente economica. C’era un intero impianto di trattati e accordi da smantellare e, in parte, riformulare. Sono 96 i punti sui quali si è dovuto trovare la quadra: dallo status dei cittadini Ue sul suolo britannico alle frontiere fisiche (segnatamente quella fra Irlanda e Irlanda del Nord), dal mercato unico ai rapporti con la Corte di Giustizia europea.

Le linee-guida adottate dal premier britannico Theresa May non hanno mai lasciato spazi a dubbi: la Gran Bretagna doveva recuperare appieno la propria sovranità, anche se per farlo ci vorranno ancora degli anni. Saranno 8 nel caso delle controversie interpretative sul diritto comunitario, con i giudici londinesi che dovranno ancora fare riferimento alla magistratura continentale “come l’arbitro ultimo dell’interpretazione della legislazione dell’Unione”. Al termine del periodo, tornerà ad avere piena efficacia la legge nazionale: “si applicherà il diritto britannico in corti britanniche”, ha spiegato la May. Più stretti i tempi invece per l’unione doganale e il mercato interno, con Londra che rimarrà membro di entrambi per almeno altri due anni prima di definire i dettagli del loro abbandono.

Nicola Mattei

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  1. L’unica spiegazione che posso darmi per questa assurda sudditanza psicologica che mostrate verso il regno unito da quando c’è la brexit è che non avete mai visto con i vostri occhi cosa sia la city e da quali motivazioni siano animati gli oligarchi inglesi che la comandano. E’ incredibile come persone intelligenti come voi non si rendano conto che questa operazione non è una presa di sovranità del popolo inglese né una “liberazione” ma semplicemente un gioco di potere in cui la city ha manifestato tutta la sua potenza e arroganza imperiale. Il nemico di un mio nemico non necessariamente è mio amico.

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