Manolis GlezosAtene, 23 feb – “Chiedo scusa ai greci per aver fatto votare Tsipras”. Manolis Glezos, partigiano novantenne, icona di Syriza e della sinistra ellenica, non usa mezzi termini per condannare le politiche del nuovo leader. L’accordo con l’Eurogruppo raggiunto da Tsipras indigna Glezos che rincara la dose parlando di un vero e proprio “tradimento delle promesse fatte al popolo”, invita la base del partito a riunirsi in “assemblea straordinaria, per reagire immediatamente” e conclude aggiungendo che chiamare Istituzioni la Troika e cambiare nome al Memorandum non serve a nulla” e che “non ci può essere compromesso tra schiavo e padrone, tra oppressore e oppresso”.

Tsipras e Glezos durante la campagna elettorale
Tsipras e Glezos durante la campagna elettorale

Dai vertici del partito si cerca di sminuire la portata delle accuse: dopo aver usato in campagna elettorale l’immagine di Glezos, noto in Grecia per aver rimosso nel 1943 la bandiera del Terzo Reich dall’Acropoli di Atene, ora Syriza ne parla come di un simpatico sostenitore attempato e fuori dalle righe, risentito nei confronti di Tsipras per non essere stato indicato come Presidente della repubblica al posto del neo eletto Pakis Pavlopoulos, conservatore ed esponente dello schieramento di centrodestra col quale Syriza governa.

Per quanto dal quartier generale di Koumoundourou i vertici del primo partito di Grecia cerchino di stemperare le polemiche, è evidente come l’accordo raggiunto a Bruxelles non soddisfi la base dell’elettorato e che, a un mese dall’inizio del suo mandato, la popolarità del giovane leader appare già in calo in patria. Del resto le frizioni non provengono solo dai sostenitori o da “grandi elettori” come Manolis Glezos, anche nel governo emergono i primi segnali di dissenso: il viceministro del welfare, Dimitris Stratoulis, riferendosi all’accordo con l’Eurogruppo, parla di “passo indietro rispetto alle promesse elettorali”, riportando una considerazione che, all’interno della segreteria di Syriza, in molti sembrano condividere al punto da minacciare clamorose dimissioni nelle prossime settimane.

Francesco Pezzuto

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