Marketing umanitario: come ti sfrutto i bambini in nome dell’invasione

epa04937946 A Syrian refugee baby plays in front of riot police at the Istanbul-Edirne highway as they wait for permission to pass Turkish Greek border to reach Germany in Edirne, Turkey 19 September 2015. Turkey has spent 7.6 billion US dollar on caring for 2.2 million Syrian refugees since the civil war began in 2011, Deputy Prime Minister Numan Kurtulmus said on 18 September. Turkey hosts more Syrians who fled their homeland than any other country. Most Syrians, however, have no legal right to work and rights groups report housing remains a huge issue for many. EPA/TOLGA BOZOGLU EPA/TOLGA BOZOGLU

Roma, 19 set – Per essere semplici profughi in fuga da guerra e miseria, i migranti in fuga dall’Africa dimostrano di avere una singolare scaltrezza mediatica.

Vedasi, per esempio, il neonato fatto scientemente gattonare davanti alla polizia in assetto antisommossa lungo il confine tra Turchia e Grecia. Geniale. Eccezionale. È la classica “foto che commuove il web” e che ci mette davvero poco a diventare virale in tutto il mondo.

È però davvero improbabile che quel neonato abbia lasciato la Siria da solo e che, sempre gattonando, sia arrivato fino al confine con la Grecia. No, quel bambino ha dei genitori, il cui compito, soprattutto in una tale situazione, dovrebbe essere quello di proteggerlo. E magari tenerlo lontano dalle zone dove può da un momento all’altro scatenarsi una bagarre. E invece, a quanto pare, questi stessi genitori hanno ritenuto che fosse più proficuo metterlo in mostra, in una situazione palesemente artificiosa, costruita, al fine di commuovere la super-emotiva opinione pubblica internazionale.

“Usano i bambini come scudi umani”, si è lamentata anche la polizia ungherese. Pure lì, in questi giorni, abbiamo visto bambini, un po’ più grandi, implorare le guardie di frontiera, o addirittura arringare la folla. Il tutto sotto la luce migliore per le telecamere, ovviamente.

Gli ungheresi e i greci sono delle bestie, se la prendono anche con i bambini, è il messaggio. Chi invece quei bambini li sfrutta e li mette in pericolo no, lui è un santo.

Buona, come strategia di marketing, anche la pensata di piazzare un giovane violinista lungo il valico di Pazarkule, sempre fra Grecia e Turchia. Come si fa a non far entrare nel proprio Paese un giovane capace di suonare Vivaldi a pochi metri dai cordoni della polizia? Vecchia tattica, in verità: abbiamo già visto i pianoforti in piazza in Turchia, durante una delle “primavere” fortunatamente abortite, a differenza di quelle che stanno causando la bomba immigratoria di questi mesi.

La sezione marketing della Caos S.p.a. migliora ogni giorno di più.

Adriano Scianca


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