Tripoli, 14 mar – Sarebbe morto in un ospedale di Parigi, dopo una lunga agonia a seguito di un’emorragia cerebrale, il 74enne generale libico Khalifa Haftar, a capo dell’esercito nazionale di Bengasi. Dopo un lungo tira e molla fatto di conferme, successive smentite e accuse reciproche di diffondere notizie false per destabilizzare la Libia, la conferma è arrivata nelle scorse ore: “Siamo stati informati del suo decesso”, hanno spiegato le autorità di Tripoli all’agenzia russa Ria. Conferme sono giunte anche dal quotidiano “Lybia observer” e da fonti diplomatiche.

Cresciuto militarmente sotto il regime di Gheddafi – aveva partecipato al rovesciamento di re Idris nel 1969 – fino a ricoprire le massime cariche dell’esercito libico, prese la via dell’esilio alla fine degli anni ’80, quando con un tentativo di colpo di Stato appoggiato dagli Stati Uniti cercò di rovesciare il Raìs. Trascorse i successivi due decenni tra Usa e Austria, prima di rientrare in patria a seguito della primavera araba che segnò la fine della Jamahiria. Non bastò però la retorica dell’uomo forte: Haftar controllava solo la zona est del paese, mentre l’area della Tripolitania è retta dal governo di Fayez Al Sarraj, l’unico con un vasto riconoscimento internazionale. Al contrario, l’esecutivo di Haftar (che ha sede nella città di Tobruk) perseguiva una politica estera ambigua e multilaterale, con il sostegno ad esempio del presidente francese Emmanuel Macron che nei suoi piani di rinnovata grandeur aveva più volte cercato di mediare fra le parti in causa per accreditarsi come interlocutore, scalzando di fatto l’Italia. Haftar governava anche con l’appoggio dell’Egitto e il supporto diretto del presidente Al-Sisi.

Già da giorni, mentre circolavano notizie contrastanti sul suo stato di salute, fra scontri (per ora incruenti) tra i vari clan e fazioni e riunioni fiume dei suoi fedeli gli effetti del potenziale vuoto di potere si sono già fatti sentire. E con la sua morte si aprono scenari inaspettati per il futuro della Libia.

Nicola Mattei

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  1. No, ragazzi, non cascate anche voi nel vortice delle fake news. Haftar stava ricevendo cure per un tumore al cervello in Giordania e ha subito una lieve ischemia cerebrale per cui è stato ricoverato a Parigi. La notizia della morte è stata diffusa da siti legati alla Fratellanza Musulmana e prontamente smentita da ONU e Esercito Libico. Il generale Haftar è vivo e relativamente in buona salute (per quanto malato sia), il suo ritorno in patria è atteso tra pochi giorni. La stampa internazionale ha mantenuto la massima cautela, solo i giornali italiani si sono sbilanciati senza conferma alcuna.

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