Roma, 8 ott – Dal Mar Caspio la Russia di Putin ha lanciato molto più di qualche missile.561507c2c36188ef3a8b4573

Quello che la Russia ha voluto dimostrare al mondo, oggi nuovamente polarizzato tra alleati e antagonisti globali, è che il potenziale bellico dell’Orsa è tornato a livelli di potenza e competitività che non hanno più nulla da invidiare alla vecchia madre sovietica.

A questo va anche aggiunto che lo Zar Putin ha saputo ricostruire nel tempo, quella sovranità necessaria che oggi mette la Federazione in grado di prendere decisioni politiche coraggiose e spiazzare così i propri competitor mondiali, lasciati in impasse, impigliati  tra un pacifismo verbale e operazioni segrete alla “ribelle-moderato“.

Sulla testa dei terroristi che assediano la Repubblica araba di Siria da ormai quattro anni sono piovuti i nuovissimi missili cruise 3M-54 ОКР Калибр (OKR Kalibr), Sizzler in codice Nato, lanciati da altrettanto nuove piattaforme navali.

A sferrare il colpo sarebbe stata infatti una flottiglia composta da una fregata russa di classe Gepard, non sappiamo ancore se si tratti della Tatarstan o della Dagestan, entrambe impiegate nel Caspie da tre corvette classe Buyan, molto probabilmente la Grad Sviyazhsk la Uglich e la Veliki Ustyug come scorta attiva.

Si tratterebbe di uno dei primi impieghi operativi sia per la flotta sia per i missili lanciati, che prima di abbattersi sulle roccaforti del califfato hanno volato per migliaia di chilometri attraversando lo spazio aereo iraniano e iracheno.

La marina Russa
La marina Russa

Altro fattore importante per la riuscita dell’operazione è appunto la cooperazione alla lotta al terrorismo (quella vera) di più attori regionali: sembra infatti che tutta l’azione sia stata seguita da Bagdad da un comando interforze composto da personale russo, iraniano, iracheno, e siriano in una sala operativa creata ad hoc per fronteggiare il fenomeno Isis.

Intanto dal ministero della difesa arriva addirittura un video montato e divulgato dalla emittente russa RT che mostra tutte le fasi del lancio.

Della serie: dalla Russia con amore. Obama stai sereno.

Alberto Palladino e Giovanni Feola

 

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Alberto Palladino
Nato a Roma, classe 1987. Studia Scienze storiche e cooperazione internazionale all’università Roma 3 e da qualche anno ha iniziato a percorrere la strada professionale del reporter. Fino ad oggi, nonostante le difficoltà che incontra chi lavora in questo settore da indipendente, è riuscito a coprire alcuni degli scenari di crisi più importanti di questi ultimi anni provando a raccontare, fra gli altri, la secessione in Ucraina e la guerra antiterroristica in Siria. Collabora con importanti testate nazionali e straniere. Ha realizzato reportage dal Kosovo, embedded con la missione italiana, dall’Azerbaijan e dai luoghi di eventi importanti e tragici come gli attacchi di Parigi. Ha collaborato alla realizzazione di progetti umanitari con la onlus Solidarité Identités e la onlus Popoli in molti dei Paesi da cui poi ha scritto per questa testata: Kosovo, Birmania, Siria. Ha viaggiata nella Siria devastata dal terrorismo scattando foto e aiutando i bisognosi, sublimando al massimo la sua vocazione. Per il Primato Nazionale anima la redazione esteri e propone i suoi scatti fotografici per far aprire gli occhi ai lettori, perché è persuaso che nel mondo di oggi non è più sufficiente guardare, bisogna vedere.

1 commento

  1. Piccola osservazione: ad usare l’inglese senza ragione alcuna molto spesso ci si rende ridicoli!! Non si vede il bisogno di usare competitor solo per farci sapere che conoscete qualche parola in inglese. Un italiano ben scritto e corretto farebbe piu’ figura! Grazie!

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