Parigi, 14 gen – le penDubbi nel Front National nello stabilire quale sarà il movimento italiano con cui la Le Pen dovrà dialogare ed interloquire ufficialmente in vista delle elezioni europee. «Non sappiamo quale partito di destra sarà il nostro interlocutore in Italia per le elezioni europee. Ci sono due o tre movimenti, c’è uno spezzettamento e l’interpretazione è difficile». Così ha commentato la leader politica francese all’appuntamento per lo scambio di auguri di inizio anno nella sede del partito, a Nanterre (Parigi).

Una valutazione naturalmente legittima, visto il desolante panorama di sigle e siglette che spuntano e risorgono, da NCD a FdI, alla Destra, a ipotesi di rifondazioni di AN eccetera….

A proposito di Gianfranco Fini netta la posizione della Le Pen: «Ha sbagliato tutto, ha fatto una scelta per fini elettoralistici ed è finito nel campo degli avversari».

Esclusa tout court la possibilità di trovare una sponda con Berlusconi: «Non sono mai stata un’alleata di Berlusconi ricordo che sia lui sia il nostro ex presidente, Nicolas Sarkozy, erano europeisti convinti. Adesso fanno marcia indietro… meglio tardi che mai».

Il Front National ha avuto anche colloqui con i 5 stelle di Grillo, ma senza approdare a nulla. Al di là di alcuni punti in comune che ormai sono moneta spicciola e non certo appannaggio esclusivo dei grillini, specie dopo i sommovimenti del 9 dicembre, i francesi (e non solo loro, a dirla tutta) faticano ad inquadrare il Movimento 5stelle e a capirne il progetto politico.

Si starebbero anche vagliando ipotesi di sponda con i “Veri finlandesi”, con il partito nazionale slovacco Sns e con il partito del popolo danese Df. Fuori invece per ora l’Ukip, guidato dagli indipendentisti inglesi di Nigel Farage, che sono alleati con la Lega Nord. Ciò potrebbe indebolire una possibile coalizione a livello europeo in termini numerici, ma d’altro canto non possiamo dolerci troppo se le forze nazionaliste europee decidono di lasciarsi alle spalle partiti ormai alla canna del gas come la Lega.

Questi primi abboccamenti con altri partiti euroscettici sembrano funzionali ad un possibile rilancio di un’esperienza condivisa a Strasburgo, come già avvenuto nel 2007, dove gli eletti di vari partiti nazionalisti europei avevano dato vita ad un gruppo parlamentare unitario. Al momento attuale la parte del leone la farebbero naturalmente i francesi, che secondo vari sondaggi potrebbero arrivare da soli a conquistare ben 20 seggi.

Valentino Tocci

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