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La partita anti-iraniana dei sauditi in Yemen e Siria

by Giorgio Nigra
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salmanRoma, 5 mag –  Continua il protagonismo geopolitico dell’Arabia saudita. Il nuovo re Salman bin Abdulaziz ibn Saud si è riavvicinato alla Turchia e al Qatar, fomentando i settori islamisti e conservatori del suo Paese.

Ma soprattutto ha spiazzato tutti nominando come erede al trono il principe Mohammed bin Nayaef e suo successore il proprio figlio Mohammed bin Salman, imponendo quindi una linea di successione verticale che interrompe l’avvicendamento tra fratelli, così come è sempre accaduto nella storia della petromonarchia.

È stato inoltre dimissionato il ministro degli Esteri Saud al Feisal, (in carica dal 1975), cosa che rappresenta in realtà un chiaro messaggio a Washington, con cui i rapporti sono in picchiata dopo l’apertura di Obama all’Iran sulla questione del nucleare.

L’intricata partita si gioca in tutta l’area. Per esempio nello Yemen. Due settimane fa, Riad ha annunciato di voler interrompere gli attacchi aerei nel paese, iniziati il 25 marzo contro l’insurrezione sciita sostenuta dall’Iran. In realtà non solo i raid sono proseguiti, ma il 3 maggio sembra sia addirittura iniziata un’operazione di terra, cosa che comunque gli arabi hanno smentito.

Abdelabari Atuan, caporedattore del giornale Rai Al-Youm, non crede alle parole di Riad: “La maggior parte delle fonti sono concordi nel dire che i soldati della coalizione araba sono stati dispiegati a Aden, nel sud dello Yemen. La smentita ufficiale saudita non ha convinto nessuno. Sia come sia, la guerra sul terreno è comunque iniziata”.

Le milizie sciite Houti, tuttavia, sono riuscite a conquistare quattro postazioni strategiche al confine con l’Arabia saudita.

Human Rights Watch ha inoltre accusato i sauditi di usare, proprio nello Yemen, le famigerate bombe a grappolo. Le cluster bomb sono vietate da un trattato del 2008 firmato da 116 Paesi, ma non dall’Arabia Saudita né dagli Stati Uniti che ha fornito in le bombe a grappolo a Riad. Che l’Arabia saudita fornisca armi, munizioni ed equipaggiamenti ai commandos yemeniti è comunque accertato.

L’obiettivo resta comunque Teheran e la sua influenza nell’area. Il che porta Riad a guardare con sempre maggior coinvolgimento anche alla Siria.

L’éditorialista saudita Jamal Khashoggi ha scritto senza mezzi termini in Al-Hayat: “Il regime di Damasco sta cadendo. Bisogna cogliere al volo l’occasione. Le differenti componenti dell’opposizione siriana devono prendere le cose in mano. I sauditi e i turchi hanno già abbastanza da fare altrove, ma daranno la loro benedizione a coloro che entreranno vittoriosi a Damasco”.

Il capo dei sunniti libanesi, Saad Hariri, ha spiegato che questa nuova politica si tradurrà “inevitabilmente” in una “copertura aerea per l’opposizione siriana, con o senza l’accordo con Washington”.

In Siria l’Arabia Saudita non sostiene tanto l’Isis quanto Jabhat al Islam, la Federazione Islamica che raduna alcune organizzazioni siriane salafite, che con lo Stato islamico hanno spesso incrociato le armi (avendo per lo più la peggio).

Fondi sauditi al califfato sono arrivati solo in forma privata, da parte di settori della società araba in contrasto con i Saud. Un’altra gatta da pelare per la nuova leadership del Paese, sempre più orientata su posizioni estremiste ma allo stesso tempo impegnata a contrastare l’Isis sul fronte interno.

Giorgio Nigra

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2 comments

Ettore Greco 5 Maggio 2015 - 10:55

I tanti conflitti locali come quelli in Sudafrica e Yemen oppure internazionali come in Israele hanno tutti una stessa matrice.
Poiche’ una forte corrente getta olio sui focolai al fine che questi diventino un conflitto mondiale la speranza e’ che questo invece diventi una singola Guerra pro o contro l’Uguaglianza senza riguardo di Religioni, Razze o Paesi.
Pensa alle tante maniere in cui le risorse umane e finanziarie potranno essere impiegate se non ci fossero piu’ i confini fra i Paesi. Come e’ possibile oggi essere patrioti di un qualsiasi Paese in un Mondo governato da ladri?
Uguaglianza non significa che tutti dovranno possedere un uguale ammontare di benessere. Non significa Comunismo ma Democrazia come proprio nell’origine Greca della parola.
Il concetto di Uguaglianza e’ stato in passato convenientemente adottato da tante cause che non avevano nulla a che fare con l’Uguaglianza.
Per esempio, il Marxismo non e’ Uguaglianza e venne in esistenza da una concezione che vedeva il denaro come misura di quello che e’ uguale. Karl Marx era un filosofo Ebreo che non seppe separarsi dagli insegnamenti della sua cultura e che lo portarono a confondere il significato del concetto. Di recente, i media si sono impadroniti di questo concetto livellando l’Uguaglianza con il diritto al matrimonio per le persone dello stesso sesso.
L’Uguaglianza e’ pero’ un altra cosa.
Sebbene molta gente voglia perseguire questo ideale troppa confusione lo rende troppo vago perche’ possa materializzare.
D’altra parte non sarebbe possibile Credere e combattere per un Uguaglianza che non si capisce.
http://www.wavevolution.org/it/freethinking.html

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angelo 5 Maggio 2015 - 11:41

I Sauditi sono i più schifosi di tutti gli arabi,fingono di esseci amici e poi di nascosto finanziano i terroristi. Se ne hanno ammazzato qualcuno hanno fatto bene.

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