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La foto di Bachmann nei panni di Adolf Hitler

Dresda 24 gen – In Germania è scoppiata la polemica intorno alla figura di Lutz Bachmann, fondatore e portavoce del movimento Pegida. Qualche giorno fa, infatti, è spuntata e girata sul web una foto che ritraeva Bachmann con baffetto e acconciatura alla Hitler. Ma non solo: sono stati rintracciati sul suo profilo facebook commenti particolarmente ingiuriosi nei riguardi dei richiedenti asilo, categoria contro la quale Pegida ha sempre protestato, senza tuttavia mai scadere nell’insulto fine a sé stesso.

Chi non vedeva l’ora di trovare la “pistola fumante” per addebitare a Pegida simpatie naziste è stato finalmente accontentato. Anche il comportamento di Bachmann dopo la fuga di notizie, tra l’altro, non ha aiutato. Proprio quando la maggior parte dei sostenitori di Pegida si stava spendendo per difendere il suo portavoce, sostenendo che si trattasse di “falsi” creati ad arte per screditare il movimento, Bachmann ha infatti prontamente rimosso il suo profilo facebook. Excusatio non petita accusatio manifesta, direbbero i latini. A questo punto la procura di Dresda ha aperto un’indagine per incitamento all’odio razziale.

Lo stesso Bachmann ha successivamente chiesto scusa per il suo comportamento poco consono alla rappresentanza di decine di migliaia di cittadini: “Si tratta di esternazioni che ho fatto senza riflettere, e che oggi non rifarei più. Mi dispiace veramente molto, agendo in questo modo, di aver danneggiato gli interessi del nostro movimento, e ora ne trarrò le debite conseguenze”. Conseguenze che, nello specifico, sono state le dimissioni di Bachmann da portavoce di Pegida.

Ad ogni modo, sulla questione della famigerata foto “hitleriana” c’è da fare chiarezza. Tutti i media, infatti, hanno gridato allo scandalo e al ritorno delle camicie brune in terra germanica, a fronte invece della cautela mostrata dalla procura di Dresda, la quale ha esplicitamente dichiarato per bocca del presidente Wolfgang Klein: “Diventeremo operativi solo quando e se avremo qualcosa in mano”. In effetti, almeno per quel che riguarda la foto, Bachmann in persona ha parlato di uno “scherzo”, per quanto fuori luogo. E le sue spiegazioni appaiono effettivamente fondate. Si tratterebbe, cioè, di una foto scattata dal suo barbiere per farsi due risate sulla pubblicazione di Er ist wieder da (Lui è di nuovo qui), audiolibro dell’omonimo bestseller di Timur Vermes (2012), che parla del ritorno del Führer a Berlino nei nostri giorni. La didascalia della foto di Bachmann è proprio quella, e lo scatto era stato postato sulla bacheca facebook di Christoph Maria Herbst, il famoso attore tedesco che ha prestato la voce all’audiolibro. Stando alle parole di Bachmann, lo stesso Herbst avrebbe gradito a suo tempo lo scherzo.

Insomma, al netto della scarsa prudenza dell’ormai ex portavoce di Pegida, l’accusa di filo-nazismo è quanto meno forzata: sia l’espressione evidentemente scherzosa di Bachmann nella foto, sia il fatto che essa sia stata scattata ben prima che egli fondasse Pegida, sembrano infatti argomenti decisivi per smontare ogni ipotesi di auto-identificazione. Ad ogni modo, quel che rimane è la condotta scriteriata di Bachmann per quel che riguarda i suoi recenti insulti “facebookiani” ai richiedenti asilo e ai rifugiati. Una condotta che non può che gettare una luce fosca su un movimento che già di per sé non gode della simpatia dei media teutonici. Privato della sua guida carismatica e ormai dentro l’occhio del ciclone, il movimento Pegida – che poche settimane fa era riuscito a portare nelle strade di Dresda qualcosa come 40.000 cittadini – si trova ora dunque a una svolta decisiva. A breve dovrebbe infatti essere chiaro se questa sana e genuina protesta di popolo sarà riuscita a superare le difficoltà o se, invece, si sarà cacciata in un brutto vicolo cieco senza ritorno.

Giovanni Coppola

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