senkaku2Tokyo, 27 nov – Sale la tensione tra Cina e Giappone per il controllo delle isole Senkaku, attualmente parti del territorio giapponese. In modo del tutto unilaterale e senza consultare i Paesi confinanti impattati da tale decisione, il ministro della Difesa Cinese ha deciso di istituire una zona di identificazione per la difesa aerea che comprende un’area decisamente vasta che comprende i mari tra la penisola coreana e Taiwan, comprendendo anche le contese isole giapponesi.

Tempistica ineccepibile da parte di Pechino, che ha già ribattezzato le isole in Diaoyu,  se l’intento era di alimentare le tensioni con il Giappone. A Tokyo, il Premier Abe Shinzo ha riferito al parlamento che verranno prese tutte le precauzioni “contro ogni tentativo di cambiare lo status quo con l’uso della forza, in quanto siamo determinati a proteggere lo spazio aereo e marittimo della Nazione”. La situazione non è certamente rosea e si teme il rischio che questa situazione, per citare quanto affermato dal ministro degli Esteri Fumio Kishida, “possa condurre a situazioni non prevedibili.”

contesa cina giappone

Il Giappone ha già preparato dei piani per abbattere ogni invasione del proprio spazio aereo da parte di droni, gesto che, qualora si dovesse verificare, verrebbe inteso come atto di guerra da parte delle autorità cinesi.

Intanto l’aggressività cinese ha iniziato a ledere il controllo amministrativo delle isole compiendo una palese violazione della libertà di navigazione del Giappone. Pare infatti che , nonostante le rotte internazionali restino attualmente invariate, diverse compagnie hanno dichiarato il loro intento di segnalare i loro piani di volo alle autorità di Pechino prima di entrare nella zona con l’intento di evitare incidenti.

Questa prova di forza non è piaciuta neanche a Seoul ed a Washington. Quest’ultimo in particolare e legato al Giappone dal quinto articolo del Trattato di Mutua Difesa tra Giappone e Stati Uniti applicabile in caso di eventuali azioni sulle isole contese. Il quotidiano Nikkei ha rivelato in un recente articolo che sono già stati definiti tutti i particolari una risposta congiunta ad un’eventuale invasione coinvolgendo, di fatto, il Pentagono nella contesa.

Cesare Dragandana

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