russia-vietnam-cooperation-putin_siRoma, 14 Nov – E’ questo, secondo molti osservatori il vero obbiettivo delle visite nel Sud-Est asiatico del presidente russo Vladimir Putin. Contenimento da realizzare mediante un vero e proprio accerchiamento forte di sinergie e paternariati con i Paesi confinanti.

Vladimir Putin è partitomartedì da Hanoi alla volta della Corea del Sud, dopo aver conquistato una serie di nuovi accordi e con la prospettiva di realizzare una zona di libero scambio tra Vietnam e l’Unione doganale che al momento conta solo Russia, Bielorussia e Kazakistan facendo fatica a sfondare “ad ovest” soprattutto in un Ucraina sempre con lo sguardo rivolto verso l’Europa.

La Russia ha tuttavia guadagnato un accordo tra la compagnia statale russa Rosneft la corrispettiva vietnamita PetroVietnam per l’esplorazione offshore e l’estrazione di idrocarburi oltre che un accordo quadro tra Gazprom neft (controllata di Gazprom) e PetroVietnam per la costruzione di una raffineria a Dung Quat. Questi accordi si aggiungono a quelli precedentemente stipulati sul campo militare (6 sommergibili classe Kilo e 20 caccia Sukhoi) ed alla realizzazione di una centrale nucleare. Rafforzando cosi i buoni rapporti che si protraggono gia dai tempi dell’URSS.

“”Gli indicatori sono buoni, ma il potenziale della nostra cooperazione economica è molto più grande”- ha commentato il Premier Russo – “L’obiettivo è di 7 miliardi di dollari entro il 2015, poi 10 miliardi entro il 2020”.

Sicuramente meno semplice la visita a Seoul in cui  Putin dovrà sfoderare ogni sua dote diplomatica. La Russia infatti ha stretti rapporti con la Corea del Nord. A settembre Mosca ha cancellato il 90% del debito nordcoreano risalente al periodo sovietico. Il mese scorso invece, è stato siglato un accordo per la realizzazione un tratto di ferrovia che collega direttamente la Russia al Nord Corea che si aggiunge al progetto per la realizzazione di un gasdotto che collegherebbe sia Il Nord che il Sud”.

La manovra è chiara ed in parte confermata dalle parole del direttore del Programma Russia ed Eurasia del Center for Strategic and International Studies, Andrew Kuchins, che in un’intervista del TMNews ha affermato: “La Russia sta cercando di rafforzare le relazioni con molti Paesi dell’Est e del Sud-Est asiatico, in modo da non ritrovarsi troppo dipendente, o troppo in debito con la Cina”.

 

Cesare Dragandana

 

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