SWITZERLAND-IRAN-NUCLEAR-POLITICSGinevra, 25 nov – È stato firmato a Ginevra alle 4.30 di domenica lo storico accordo tra il gruppo E3+3 e l’Iran sul nucleare.

La realizzazione più importante di Obama in politica estera – che secondo il presidente statunitense e la diplomazia mondiale pressoché al completo renderà il mondo più sicuro e che, secondo Israele, rappresenta “un errore tragico” – ha visto la luce dopo ben quattro giorni di maratona negoziale ed anni di rapporti diplomatici inesistenti.

L’intesa è di durata semestrale, con l’ovvio auspicio che porti ad un accordo definitivo. Nel frattempo, in cambio dello stop alle restrizioni poste principalmente sul commercio di oro, metalli preziosi, auto e prodotti petrolchimici, l’Iran dovrà fermare l’arricchimento dell’uranio al 5%, azzerare il suo stock di uranio arricchito al 20%, non costruire ulteriori centrifughe, lasciandone non operative ben 16.000 ed accettare ispezioni più intrusive da parte dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica.

Se l’accordo dovesse esser rispettato, la prospettiva è quella di una normalizzazione definitiva dei rapporti diplomatici e la fine definitiva delle sanzioni sul settore petrolifero e su quello bancario. Una prospettiva che, per la verità, anche alcuni paesi arabi hanno digerito “a denti stretti” dal momento che pone l’Iran come potenziale concorrente nel lucroso commercio dell’oro nero.

Ma, più di tutti, l’accordo concluso preoccupa Israele, le cui pressioni sulla Francia erano già riuscite a far slittare l’accordo diverse volte. Ed è forse proprio questo un secondo e non meno importante aspetto storico della questione, dal momento che segna una svolta nei rapporti israelo-americani. Finora sempre condiscendenti, soprattutto negli anni di amministrazione repubblicana, gli Usa sono apparsi nuovamente autonomi nelle proprie scelte di politica estera, ciò che tutti i paesi arabi da tempo pretendono dalla superpotenza, percepita come mediatore di parte a causa delle sue posizioni troppo spesso sbilanciate a favore di Israele.

“Oggi il mondo è diventato un luogo molto più pericoloso, perché il regime più pericoloso al mondo ha compiuto un passo significativo verso l’ottenimento di arma più pericolosa del mondo”, ha dichiarato infatti il primo ministro Benjamin Netanyahu. Il quale, prevedibilmente, ha anche aggiunto minaccioso: “noi ci difenderemo”.

Si è però detto soddisfatto, questa volta, anche il presidente francese Hollande, secondo il quale l’accordo va “nella giusta direzione”.

Soddisfatto ma prudente anche il ministro degli Esteri italiano, Emma Bonino, mentre – racconta “The Guardian” – “l’Iran ha accolto i suoi negoziatori come eroi all’aeroporto di Teheran Mehrabad”.

 

Emmanuel Raffaele

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