4collaj-iran-russia3Ginevra, 5 nov – Siria, fase due. Archiviato il momento bellico, rimasto nell’alveo delle mere minacce, si passa ora alla trattativa diplomatica. Oggi a Ginevra iniziano infatti  i colloqui tra rappresentanti di alto livello di Russia, Stati Uniti e Nazioni Unite, che discuteranno le prospettive di organizzare la conferenza internazionale di pace per il tormentato Paese.

La delegazione russa è guidata dai viceministri degli Esteri: Mikhail Bogdanov e Gennady Gatilov; quella americana dal sottosegretario di Stato per la politica, Wendy Sherman, e dall’ambasciatore Robert Ford, ritirato da Damasco per “motivi di sicurezza”. All’incontro partecipa anche Lakhdar Brahimi, l’inviato speciale congiunto di Onu e Lega Araba per la crisi in Siria. Secondo quanto anticipato da Gatilov, si discuteranno tutte le questioni relative a Ginevra-2, che si vuole tentare di far partire il 23 novembre. Brahimi, ha poi aggiunto il viceministro russo, potrebbe invece informare le parti sui risultati della sua recente visita nella regione. “La delegazione russa va a Ginevra con le intenzioni più serie”, ha poi sottolineato Gatilov, il quale ha riferito che a Ginevra il collega Bogdanov vedrà anche membri dell’opposizione siriana.

Su un punto, la delegazione russa si mostra comunque ferma: l’Iran deve essere invitato. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov in una conferenza stampa a Mosca. “Tutti quelli che hanno influenza sulla situazione devono assolutamente essere invitati alla conferenza. Ciò include tutti i vicini della Siria, e quasi tutti i paesi del Golfo Persico, non unicamente i paesi arabi ma anche l’Iran” ha detto Lavrov commentando le dichiarazioni recenti di Ahmad al-Jarba, leader della Coalizione dell’ Opposizione Siriana, che ha minacciato di boicottare la conferenza in caso di partecipazione dell’Iran.

Giorgio Nigra

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

due × 1 =