Philadelphia, 16 apr – Entrano da Starbucks e vengono arrestati. Parte la denuncia perché sono neri. La catena di caffè, travolta dalle polemiche, si scusa. Tutto è successo a Philadelphia, in uno dei tanti punti vendita Starbucks. Due uomini afroamericani entrano nel locale e si siedono a un tavolo. Vogliono usare il bagno senza ordinare nulla. Il personale dice loro che questo non è possibile e li invita ad andare. Alcuni testimoni riferiscono che altre persone non paganti pochi minuti prima avessero ricevuto un trattamento completamente diverso.

Per sedare gli animi, dato che i due afroamericani si rifiutano di lasciare il locale dicendo che stanno aspettando una persona, interviene la polizia su richiesta del personale del locale, e i due vengono arrestati per violazione di domicilio. La scena viene filmata da una cliente e fa il giro del web, diventando virale con oltre due milioni di visualizzazioni in pochissimo tempo, e subito si scatena la polemica. Immediatamente è partita l’idea di boicottare il re del frappuccino, al grido di #BoycottStarbucks.

Polizia e Starbucks vengono accusati di razzismo. Le associazioni per la difesa dei diritti civili hanno mandato in scena manifestazioni di protesta alle quali ha aderito tanta gente comune, convinta del fatto che la catena di caffè operi discriminazione nei confronti delle persone di colore.

starbucks

Per rimediare e salvare la faccia nei confronti del popolo indignato del web, la polizia rilascia una dichiarazione in cui sostiene che i due sono stati subito rilasciati perché non sussistono prove contro di loro, anche se gli agenti hanno fatto quanto prevede il protocollo. E la catena Starbucks si è precipitata a chiedere scusa pubblicamente per l’episodio imbarazzante, prima di tutto ai due uomini arrestati. In una lettera il Kevin Johnson, definisce l’episodio “riprovevole” e spiega: “Faremo di tutto perché nei nostri locali cose del genere non accadano più”.

Anna Pedri

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