Trump attentato Svezia bufalaRoma, 22 feb – Siamo messi davvero male se l’uomo che guida la superpotenza mondiale arriva ad inventarsi di sana pianta un attentato in Svezia. Milioni di persone avranno pensato una cosa simile, dopo le notizie diffuse dalla stampa mainstream, secondo il cui racconto Trump avrebbe fatto riferimento ad un attentato terroristico in Svezia in realtà mai accaduto. Eppure le cose (com sempre più frequentemente succede) sembrano essere andate molto diversamente. Secondo la giornalista di Dagospia Maria Giovanna Maglie, il presidente degli Stati Uniti avrebbe in realtà detto: “Avete visto che è successo in Svezia? In Svezia! Nella tranquilla, pacifica Svezia. Da non crederci”, riferendosi a cose avvenute “venerdì sera”. In realtà l’impreciso Trump voleva intendere: “Avete visto venerdì sera al tg cosa sta succedendo in Svezia?”

Dunque nessun attentato del venerdì sera, ma solo un servizio ad un tg della tv Usa, un’inchiesta di Fox News più precisamente, sulle conseguenze dell’immigrazione incontrollata nel paese scandinavo: furti, rapine, omicidi, stupri, 16 grandi aree del paese in cui l’autorità non riesce più a intervenire. L’inchiesta di Fox News si basava sul racconto di un poliziotto svedese “ribelle”, non più disposto ad accettare una simile situazione. Quello di Dagospia in realtà non è esattamente uno scoop, visto che una volta diffusa la “fake news” dell’attentato in Svezia, lo stesso staff di Trump ha smentito, precisando “il presidente non si riferiva a un attacco in particolare ma, in generale, all’aumento della criminalità nel Paese”.


Lo stesso presidente Usa ha poi ulteriormente precisato con un tweet: “La mia dichiarazione su quanto avvenuto in Svezia si riferiva a una storia trasmessa da FoxNews sugli immigranti e la Svezia”. Fin da subito insomma era tutto assolutamente chiaro, eppure questo non ha impedito alle varie “Giovanna Botteri” di turno di speculare su una notizia totalmente falsa, una bufala. Ancora sicuri che la guerra alle “fake news” riguardi principalmente i social network e non i media “tradizionali”?

Roberto Derta e Davide Romano

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