Washington, 12 ago – Una minaccia dietro l’altra, dichiarazioni infuocate senza freni. Donald Trump sembra deciso ad incutere il massimo timore nei confronti di Venezuela e Corea del Nord.
“L’America è pronta a colpire”, ha detto il presidente degli Stati Uniti in risposta alla sparata di Kim Jong-un convinto di poter “cancellare gli Usa”. Si tratta però dell’ennesima affermazione roboante di Trump, dopo la frase incendiaria di pochi giorni fa: “Se la Corea del Nord continuerà con l’escalation della minaccia nucleare la risposta americana sarà fuoco e furia, come il mondo non ha mai”. Sembra un rischioso gioco di guerra potenziale a chi la spara più grossa, con i toni diplomatici completamente estromessi dalla partita.

A parte le analisi di esperti militari e le previsioni della stampa internazionale, in realtà quanto sia reale il rischio di una guerra tra Washington e Pyongyang non è dato sapere. In un precedente articolo su questo giornale abbiamo provato a chiarire quali siano le intenzioni di Kim,al di là della propaganda e delle minacce.
Ma resta il fatto che i continui attacchi verbali incrociati abbiano un peso non indifferente e il rischio escalation è effettivo. Che poi questo significhi giungere ad una guerra tradizionale a tutto campo sembra ancora improbabile. Intanto però Trump non risparmia neppure il Venezuela, deciso ad intimorire anche il governo di Maduro giunto probabilmente ad un punto di non ritorno.

Il presidente degli States non si limita però ad osservare l’evoluzione della problematica situazione interna del paese sudamericano. “Abbiamo molte opzioni per il Venezuela, e non escludo l’opzione militare. Il Venezuela non è così lontano dai, e la gente nel paese sta soffrendo e morendo”, ha tuonato Trump al termine di un incontro con il segretario di Stato americano Rex Tillerson e l’ambasciatrice americana all’Onu NIkki Haley, convocati per fare il punto sulla Corea del Nord. Da Maduro a Kim, il presidente Usa sembra intenzionato a non risparmiare nessuno.

Eugenio Palazzini

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