usaRoma, 27 ago – La tragedia di Smith Mountain Lake, in Virginia (Usa), è un crimine della follia.

Della paranoia individuale, quella che ti porta a maturare sordamente sentimenti di ostilità nella cerchia degli amici e dei colleghi, per vendicare torti che non esistono o che forse esistono ma vengono ingigantiti da una mente malata.

E la si potrebbe chiudere qui, come un crimine imprevedibile e imponderabile, tutto sommato di scarsa importanza globale se non fosse per la viralità delle immagini.

C’è tuttavia un particolare: Vester Lee Flanagan, l’ex dipendente dell’emittente tv (noto anche con lo pseudonimo di Bryce Williams) che ha fatto fuoco in diretta su Alison Parker e il suo cameraman Adam Ward, ha dato delle motivazioni precise per il suo gesto. Motivazioni razziali.

Alison ha fatto commenti razzisti. L’hanno assunta dopo questo?”, ha scritto su Twitter. Flanagan racconta che aveva denunciato la cosa alla Equal Employment Opportunity Commission, ma alla fine era stato lui a perdere il posto.

In un lungo documento di rivendicazione avrebbe definito il suo duplice omicidio come una vendetta per la strage nella chiesa di Charleston, dove il 17 giugno furono assassinati nove afroamericani. “Quello che mi ha mandato fuori di testa è stata quella sparatoria. E sui miei proiettili ho inciso le iniziali delle vittime” ha aggiunto.

L’antirazzismo era una vera e propria fissazione, per quest’uomo. Vedeva razzisti dappertutto, esattamente come Dylann Roof, l’improvvisato eroe del suprematismo bianco che ha fatto fuoco a Charleston, era ossessionato dai neri.

C’è però una differenza: dei due crimini della follia, perché tali sono, solo un caso viene classificato come crimine ideologico. L’altro passa tranquillamente per un dramma individuale, isolato, in cui tutt’al più ci si può scagliare genericamente contro il proliferare delle armi, come ha fatto Obama in queste ore.

Di sicuro nessuno parlerà mai di “omicidio antirazzista”, laddove dopo Charleston è stata messa in discussione un’intera tradizione politica, dei simboli, dei pezzi di storia, tutto per colpa di un pazzo coi capelli a scodella e il grilletto facile.

È il solito problema: cosa fa “sociologia” e cosa no? Cosa è semplicemente cronaca e cosa invece è una spia di una tendenza più generale? Chi controlla questi meccanismi controlla il pensiero. E chi controlla il pensiero controlla la società.

Adriano Scianca

Vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità del Primato Nazionale?
Iscriviti alla nostra newsletter.

Anche noi odiamo lo spam. Ti potrai disiscrivere in qualsiasi momento.

Commenti

commenti

3 Commenti

  1. Cioè, un poliziotto bianco uccide un afroamericano ed è “razzismo”(anche se è una bufala statistica).
    Un afroamericano uccide un bianco ed è “antirazzismo”
    ?!?!?!?!?!?!?

  2. Ma quante omicidi di questo genere sono stati compiuti? E’ quindi già possibile identificare un trend di ‘omicidio antirazzista’?
    Mi sembra che l’autore dell’articolo voglia cercare un motivo per giustificare al mondo il suo essere razzista (anche se non palesato).
    Mi sembra che l’ideologia dell’autore stia controllando il suo pensiero, nonostante pensi di essere molto acculturato.
    Talento sprecato

  3. Al contrario, Luca, è la tua ideologia che controlla ogni tuo pensiero. E’ più che evidente che si tratta di un crimine razzista.
    Anche se il tutto verrà derubricato al gesto di un folle. Ché nel mondo del politicamente corretto se un ne(g)ro uccide un bianco non è mai razzismo. Mentre se un bianco uccide un ne(g)ro è sempre e comunque razzismo.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

9 − due =