Firenze, 7 dic – Alfano molla tutto e annuncia la pensione anticipata, Pisapia si ritira prima di partire e dulcis in fundo Maria Elena Boschi non si ricandida in Toscana. Pd e accoliti sembrano cadere uno dopo l’altro dalla torre d’avorio, temendo l’impietoso e inevitabile giudizio dei cittadini alle prossime elezioni nazionali. Non sarà una primavera facile per nessun partito di sinistra, forse non lo sarà neppure per gli altri avversari. La legge elettorale sembra infatti cucinata addosso a un governicchio sulla falsa riga dell’attuale.

Sta di fatto però che se in pochi dormono sonni tranquilli, in particolare chi fino ad ora sembrava fare la voce grossa in preda a una totale sicurezza di sé si ritrova adesso a sudarsi un posticino. La mancata ricandidatura della Boschi in Toscana è un evidente segnale di incertezza, per usare un eufemismo. Gli anni d’oro del Giglio magico si sono evidentemente scontrati con il caso Banca Etruria e la fatina renziana pare decisa così a ricollocarsi altrove, lontana dai dolci ricordi della provincia di Arezzo, che ha smesso da tempo di assicurare a lei e a Renzi un approdo felice.

Si parla così di un bel paracadute proporzionale per la Boschi: planerà in Trentino. Almeno secondo l’Huffington Post, che però non viene affatto smentito dal segretario Pd per la provincia di Trento, Italo Gilmozzi: “E’ un’ipotesi che ci può stare”, ha dichiarato. L’Etruria fa ormai troppa paura.

Eugenio Palazzini

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