joseph-stalin-with-child1Pistoia, 2 dic – Le primarie del Partito Democratico di domenica potrebbero rappresentare una svolta epocale nello scenario politico nazionale. Il principale partito della sinistra italiana, infatti, potrebbe finire nelle mani di una personalità come Matteo Renzi, di estrazione moderata e da molti indicato tout court come politico di destra. Addio bandiere rosse e falci&martello quindi. Forse. Sicuramente non a Pistoia.

Nel comune toscano infatti i residenti del centro storico che vorranno partecipare alle consultazioni per eleggere il segretario del PD dovranno recarsi a votare presso il seggio allestito in Via degli Argonauti n.10 all’interno della “Libera Officina Primo Maggio”.

La cosa strana è che la “Libera Officina Primo Maggio” è sì una sezione di partito, ma non del PD bensì dei CARC, acronimo di “Comitati di Appoggio alla Resistenza Comunista”.

pdIl Partito dei CARC è un piccolo gruppo di estrema sinistra che si ispira allo stalinismo ed al maoismo, fondato a Viareggio nel 1992 da Giuseppe Maj, all’epoca indagato per associazione sovversiva. Nel corso degli anni più che per le sue iniziative politiche il partito ha fatto parlare di sé per le vicende giudiziarie dei suoi esponenti, tra processi per associazione a delinquere e condanne per violenze di vario tipo.

La “Libera Officina Primo Maggio” viene inaugurata a Pistoia nel 2010, come ripiego dopo la cacciata del collettivo antifascista dal “Circolo ARCI Primo Maggio” in seguito all’assalto alla sede locale di CasaPound avvenuta nell’ottobre 2009, per la quale vi furono svariati arresti e condanne nelle fila dell’estrema sinistra pistoiese e toscana, tra cui quella a due anni di reclusione per il segretario regionale dei CARC Alessandro Della Malva.

Il leader della “Libera Officina Primo Maggio” è Antonio Ginetti, un nome noto in città che può vantare un curriculum di tutto rispetto carcnelle fila dell’estremismo di sinistra. Ex-terrorista rosso militante nell’organizzazione “Prima Linea”, viene condannato nel 1985 per associazione a delinquere e banda armata. Successivamente al centro di varie inchieste viene arrestato nel 2012 con le accuse di violenza e minacce a pubblico ufficiale per gli scontri dei No-Tav in Val di Susa.

Non è proprio il volto del presidente di seggio ideale per un partito che si dichiara “democratico” e punta al voto dei moderati. Chissà se i sostenitori di Renzi si sentiranno a proprio agio tra le effigi in onore di Stalin e le opere elogiative dell’operato di Mao…

 

 

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