marino-perplessoRoma, 28 set – Ignazio Marino e le sue figuracce. Ci si potrebbe fare una rubrica quotidiana. L’ultima è certificata addirittura dal Papa.

Galeotta fu la presenza del sindaco di Roma all’incontro mondiale delle famiglie a Philadelphia.

Più la situazione si fa grave nella capitale, più il suo primo cittadino sente l’urgenza di sfarzose pubbliche relazioni internazionali che lo portino lontano dalla città.

Ma, si dirà, Roma è Roma. Che il suo sindaco sia invitato in mezzo mondo è la norma.

Ebbene, stavolta sembra invece che Marino si sia imbucato. Parola di Bergoglio, che sul volo di ritorno dagli Usa ha detto ai giornalisti: “Io non ho invitato il sindaco Marino, chiaro? E neppure gli organizzatori, ai quali l’ho chiesto, lo hanno invitato. Si professa cattolico, è venuto spontaneamente”.

Parole pesanti e, a leggere fra le righe, sembra anche un po’ stizzite, a cominciare da quel “chiaro?” e dalla precisazione sul fatto che Marino non “è” ma “si professa” cattolico (e in effetti, quando corse alla leadership del Pd, si presentò come campione di laicità).

Eppure Marino aveva detto di essere stato invitato dal suo collega di Philadelphia, Michael Nutter. E dopo le dichiarazioni del pontefice è anche arrivata la precisazione del Campidoglio, in cui si spiega che mai Marino avrebbe detto di essere stato invitato dal Papa.

Sia come sia, si tratta dell’ennesima occasione di imbarazzo per la capitale d’Italia. Forse la prossima volta che il sindaco di Philadelphia lo “invita”, bisognerà pregarlo di tenerselo.

Giorgio Nigra

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