Roma, 3 gen – A volte ritornano. Berlusconi e Prodi, ve li ricordate? Se il secondo è sparito da qualche tempo dai radar, il primo sembra invece aver trovato la sua ennesima giovinezza e si appresta a (ri)prendere la leadership del centrodestra. E quale miglior strategia se non quella di puntare su vecchi cavalli di battaglia, come il professore indefesso sponsor dell’esperienza della moneta unica europa?

“L”introduzione della moneta unica con quelle modalità e a quei valori, improvvidamente accettati da Romano Prodi, ha dimezzato i redditi e i risparmi degli italiani”, ha spiegato Berlusconi nel corso di un’intervista al Corriere dell’Umbria. Parole a cui hanno fatto seguito l’immediata risposta dell’ex presidente del Consiglio: “Il 1 gennaio del 2002, quando la moneta unica fu introdotta Berlusconi governava da sette mesi e per i 3 anni successivi non ha fatto assolutamente nulla: non istituì le commissioni provinciali di controllo e non impose il sistema del doppio prezzo esposto, in lire ed euro, per le merci in vendita. Questa pessima gestione ha caratterizzato solo il nostro Paese e questo è accaduto unicamente per non scontentare il suo elettorato”.

Retorica sul cambio “sbagliato” versus mancati controlli da parte del governo in carica. Un dibattito surreale che pensavamo consegnato alle polemiche di inizio millennio. Proviamo a fare ordine, anzitutto temporale. L’euro viene introdotto il primo gennaio del 1999 (esecutivo D’Alema), ma entra in circolazione come moneta fisica solo dall’inizio dell’anno 2002 (esecutivo Berlusconi, appunto). Il cambio è però già stato definito da tempo, almeno dal 1997 (governo Prodi) con l’aggancio della vecchia lira all’unità di conto dell’Ecu: le famose 1936,27 lire non cadono dal cielo ma vengono fissate sulla base del valore dell’epoca del nostro vecchio conio.

Fare diversamente, insomma, non sarebbe stato possibile. E nemmeno desiderabile. Se si fosse ad esempio fissato il cambio a 1000 lire per un euro (copyright Paolo Cirino Pomicino), a fronte della pur maggiore facilità di conteggio questo avrebbe però significato una rivalutazione vicina al 100% capace di produrre danni ben peggiori per la nostra economia. Un’economia che, giova ricordarlo, dall’introduzione della moneta unica sta vivendo una stagnazione secolare: dal 2000 l’Italia è praticamente a crescita zero e siamo quasi sicuri che le colpe di ciò non vadano ricercate nella furbizia bottegaia di qualche commerciante.

Il vecchio e stantìo artificio su presunti errori nella definizione del tasso di cambio sembra però ancora pagare. E permette di spostare, ancora una volta, l’ago della bilancia della discussione lontano dai reali problemi dell’euro. Che si chiamano cambio sopravvalutato, austerità e svalutazione interna, gli ingredienti cioè della cura (o eutanasia) da cavallo imposta all’Italia dal governo Monti. Quello che dopo il golpe – perché di golpe, con la benedizione tedesca, si è trattato – targato Napolitano, dallo stesso Berlusconi, non va dimenticato, è stato sostenuto convintamente senza timori.

Filippo Burla

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  1. Ancora berlusca? Quello che si è inginocchiato di fronte al puparo napolitano e ci ha regalato monti,il traditore, colui che ci ha venduto e rovinato per salvare gli stipendi da 10,20,30 mila euro della casta romana ed europeista…… Me li ricordo berlusca,bersani e casini sorridenti con monti , poi ricordo una certa fornero che in una notte portò il parlamento al varo di una legge barbara e assassina…… lo stesso parlamento di infami che non riuscì a fare una sola legge in favore del popolo italico……..siamo nauseati da questa gentaglia strapagata e senza vergogna….Vigliacchi.

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