sciopero

Roma, 3 lug – Un numero che ha tutta l’aria di una maledizione: quella dell’abuso del diritto di sciopero, che paralizza il Paese senza favorire la classe lavoratrice.  Due scioperi al giorno, a conti fatti, domeniche escluse:  un girone infernale fatto di trasporti paralizzati, montagne di rifiuti sulle strade, scuole chiuse ed ospedali a mezzo servizio. Ed è poco consolante il raffronto con  il 2012, quando le agitazioni proclamate furono 2.339, molte delle quali fermate dall’intervento del Garante della legge sullo sciopero.

Ed è proprio il dossier presentato dall’Istituto di Garanzia a presentare il quadro sconfortante sul livello di conflittualità sociale in Italia: «Lo sciopero diventa in pratica uno strumento di legittimazione, specie per quei sindacati dall’incerta rappresentanza, propensi a ricorrervi per ottenere visibilità contrattuale con la controparte». E ancora:  «Se così è, non può non prevalere, soprattutto nel contesto dei servizi pubblici essenziali, l’esigenza di contrastare l’utilizzo sconsiderato del diritto di sciopero, anche al fine di evitare che tale fondamentale istituto del diritto sindacale finisca per tradursi in uno sterile rituale, privo di effetti concreti».

Poi un passaggio sulle aziende che non rispettano le intese coi sindacati, argomento spesso e volentieri non trattato da tg e quotidiani ma che rappresenta il rovescio della medaglia sul fronte delle imprese, nei riguardi delle quali l’Authority promette una stretta negli accertamenti. Sulle colonne on line de Il Giornale, si legge: “A proposito di accertamenti, l’Authority registra comunque un drastico calo nelle sanzioni comminate a sindacati ed aziende: dai 365.312 euro di multa comminate nel 2012 ai 113.700 euro del 2013. Il settore a più alta conflittualità, comunque, resta quello dei trasporti (293 le astensioni dal lavoro lo scorso anno), in particolare di quelli pubblici locali. A buttare benzina sul fuoco delle proteste qui è essenzialmente il mancato rinnovo del contratto su cui l’Authority rivolge un appello al governo, affinché faccia ripartire il tavolo di confronto tra sindacati e imprese.”

Tra le categorie più “assuefatte” allo sciopero ci sono quella dei trasporti (con più di duecento scioperi nel 2013) la Giustizia (49 scioperi) ma soprattutto il settore dello smaltimento dei rifiuti, con 186 azioni di sciopero.

Francesco Benedetti

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