bonus bebè da 800 euroRoma, 20 mar – Il bonus bebè da 800 euro varato dal governo Renzi con l’altisonante nome di “Mamma domani”? Sparito nel nulla. Letteralmente evaporato, nonostante lo stanziamento da 600 milioni teoricamente già disponibile. E’ questa l’amara verità per migliaia di famiglie che speravano in un aiuto pubblico, promesso dal primo gennaio, come contributo per le spese da sostenere per il mantenimento dei neonati. Dai passeggini ai pannolini, dagli omogeneizzati alle visite pre e post-parto: stiamo parlando di costi non indifferenti che spesso scoraggiano chi vorrebbe un figlio ma deve fare i conti con esborsi non indifferenti. Da qui l’iniziativa dell’esecutivo affidata alle mani dell’Inps, della quale però non sembra ancora esservi traccia.

Le ultime notizie risalgono a fine febbraio, quando l’istituto ha comunicato con una circolare i dettagli su chi aveva diritto a beneficiare del bonus bebè. Da allora, più nulla. Non un modulo per fare la richiesta e nessuna ulteriore indicazione operativa, né tempistiche certe su quando le neomamme (presenti o venture) potranno avviare l’iter. Inutile chiedere, l’Inps non risponde. E, quando lo fa, consiglia di mettersi il cuore in pace facendo finta che il bonus non esista. Meglio non va per le agevolazioni già in essere, per le quali si segnalano numerosi ritardi: le mensilità di gennaio e febbraio sempre a sostegno dei neonati ancora non sono state erogate, con l’Inps a spiegare che questa volta sarebbe un eccessivo accumulo di arretrati a frenare le pratiche. Non proprio una gran figura per il bocconiano Boeri, che prometteva di rivoluzionare l’ente eliminandone le farraginosità burocratiche.

Tornando al caos di “Mamma domani”, anche qualora la macchina chiamata ad istruire le pratiche su questo nuovo bonus bebè dovesse finalmente mettersi in moto, non esistono comunque garanzie sulle più che probabili lungaggini cui andranno incontro le puerpere. Se i tempi dovessero essere gli stessi attualmente previsti per altre prestazioni create di recente e gestite sempre dall’Inps come i sussidi di disoccupazione Naspi, allora c’é da mettersi il cuore in pace e attendere mesi, se non addirittura anni. Da “Mamma domani” a “Mamma dopodomani”.

Filippo Burla

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