nieriRoma, 10 giu – Spuntano anche due esponenti di Sel nei faldoni di Mafia Capitale. Uno dei quali è vicesindaco in carica della giunta Marino. Si tratta di Luigi Nieri, rappresentante della sinistra radicale nella giunta e uomo molto vicino ai centri sociali.

Secondo quanto riportato da Repubblica, nel giugno 2014 Buzzi avrebbe incontrato Nieri (che non è indagato) nell’ambito delle sue manovre per portarsi a casa un pacchetto di appalti, in particolare relativi al verde pubblico (“se pijamo un milione de verde”, dice nelle intercettazioni”).

L’uomo delle coop rosse si dà da fare, contatta vari esponenti della giunta romana. “Anche Peciola si è mosso, per fortuna, è ho avuto riscontri”, dice a proposito del consigliere di Sel (il quale, anch’egli non indagato, in un post su Facebook replica: “Su 500 pagine di ordinanza, Peciola compare come un problema o come figura da raggiungere”).

Nell’ambito di queste trattative, il ras della 29 Giugno incontra il vicesindaco Nieri, il quale, secondo quanto riferisce poi Buzzi in una telefonata, gli chiede a sua volta un altro favore, cioè di assumere una persona: “Ma mi puoi assume’ questo?”. La trattativa, però stenta a decollare. Buzzi si spazientisce: “Io allora metto in campo l’artiglieria, l’artiglieria pesante. Arriva Giuliano Poletti”. Ovvero l’attuale ministro del Lavoro ex presidente della Lega delle Cooperative.

Buzzi contatta Nieri anche per favorire nomine a lui gradite. Secondo quanto riportato dal Messaggero, l’insediamento della Giunta Marino aveva determinato la sostituzione di Angelo Scozzafava a capo del V dipartimento mettendo in allarme Buzzi sulla nomina del successore. Gabriella Acerbi non era gradita, meglio Walter Politano. Per questo il ras delle coop inviava al vicesindaco Nieri questo sms: “Buongiorno Luigi e scusa l’ora ma volevo dirti che l’avvicendamento della Acerbi con Politano è una scelta molto apprezzata da noi e altre realtà come la nostra ma in tarda serata abbiamo appreso che forse non è più cosi: per noi è molto importante avere un capo dipartimento che conosciamo in un assessorato di fondamentale importanza ove non c’e stato ad oggi il minimo dialogo. Se vuoi ti raggiungo dove vuoi per spiegarti meglio. Un abbraccio Salvatore Buzzi”.

A questo sms Nieri risponde chiamando l’utenza di Buzzi e lasciando il seguente messaggio sulla segreteria telefonica: “Ciao Salvatore sono Luigi ho visto il messaggio …vabbè poi ci sentiamo ciao un abbraccio”. Alla fine Politano non passa. Buzzi non demorde e chiede a Nieri: “Dacce una mano perché stamo veramente messi male”. Il vicesindaco lo rassicura: “Lo so lo so come no? Assolutamente…va bene? Poi ce vediamo pure…”.

Secondo il gip Flavia Costantini l’opera di Buzzi consente di trovare alla fine l’accordo all’interno dell’amministrazione comunale per consentire alle coop di acquistare a “condizioni di favore” gli immobili. La delibera viene approvata ma è indispensabile “un emendamento che prevedesse un ingente sconto in sede di dismissione del patrimonio per i soggetti economici con caratteristiche identiche a quelli riconducibili a Buzzi”. Alla fine si trova l’accordo e Buzzi dice ai suoi: “L’emendamento gliel’avemo scritto noi… con Nieri ero riuscito ad arriva’ a un 60 per cento”.

In un interrogatorio dello scorso 31 marzo, poi, l’uomo della 29 Giugno illustra il sistema dei contributi economici offerti ai politici attraverso le cene elettorali: “Sostenevamo attraverso contributi diretti alcuni candidati e altri invece li abbiamo sostenuti, come si dice, attraverso la campagna elettorale diretta. Abbiamo finanziato Alemanno, ma questo comunque è agli atti, poi abbiamo dato un contributo anche a Ozzimo. Quindi i nostri candidati erano Ozzimo, Coratti, Nieri“.

Anche il vicesindaco ha affidato a Facebook la sua replica. Sul social network, Nieri ha spiegato che conosceva Buzzi in quanto “mi occupo attivamente di sociale e di carcere da 20 anni, sarebbe stato un po’ difficile non conoscere quella che era la più grande cooperativa di reinserimento socio-lavorativo dei detenuti a Roma…”. Quanto alle richieste di favori, l’esponente di Sel aggiunge che “è così che funziona con chi fa politica, e non fingiamo di non saperlo. È evidente che a nessuno si può dire ‘scordatelo e vai a quel paese’ – anche se talvolta la tentazione è forte, lo confesso. Ma in fondo a nessuno si nega un ‘mah, dai, non so, casomai, vediamo’”.

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