passera-prontoRoma, 25 feb – In principio fu Luca Cordero di Montezemolo. Nel 2009 con Italia Futura voleva raccogliere il meglio della nazione in un ‘luogo di ideazione civile, politica ed economica’. Con l’osanna del capitalismo nostrano, gli venne chiesto di entrare in politica, con secco diniego. Salvo poi sostenere il Governo Monti nel 2011 e finire nell’ottobre scorso come stampella del fallimentare “Fare per fermare il declino” di Oscar Giannino.

Ora Corrado Passera, ex-amministratore delegato di Intesa Sanpaolo e di Poste Italiane, ex-ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture del già citato Governo Monti, crea il suo Italia Unica, ‘incubatore di competenze’, privo di finanziamenti pubblici e non schierato, né a destra, né a sinistra. Il progetto di Passera è anche prettamente politico. L’ex ministro ribadisce la sua allergia all’Italicum– azzera il nuovo che avanza, sbagliate le liste bloccate – mentre in tema di riforme si dice convinto che “una Camera basta e avanza, essendoci Bruxelles e le amministrazioni locali”.

Il progetto propone di rimettere insieme il paese, perché “non è più tempo di piccoli passi, l’urgenza è grave” e occorre partire “da bisogni concreti, facendo toccare con mano alle famiglie i soldi che possano permettere di arrivare a fine mese”. Sempre secondo Passera, con un decisionismo mai visto finora, “economia e occupazione posssono essere rilanciati muovendo 400 miliardi, con una riduzione di almeno 50 miliardi al carico fiscale ed una lotta all’evasione che parta dal premiare chi non evade, restituendo l’Iva a chi paga con moneta elettronica“, oltre al rimborso dei debiti della Pa nei confronti delle imprese (l’ex ministro parla di 100 miliardi), il potenziamento della Cassa Depositi e Prestiti su modello tedesco e il corretto utilizzo dei fondi Ue. Un messaggio che Passera porterà in giro per l’Italia, arrivando a giugno con una «squadra formalizzata e un’organizzazione sul territorio»: con una «start up politica» divenuta quindi struttura e pronta alla campagna elettorale.

Una campagna elettorale quindi che secondo Passera è vicina, segnale che Renzi non durerà, e a dirlo non sono i cittadini ma i poteri economici che Passera rappresenta e ha rappresentato. Il suo operato infatti, a quanto trapela, è alla base della detenzione dei marò in India, rimandati per non perdere le commesse industriali. Il risultato è noto, farci prendere a pesci in faccia ogni settimana, e farci ridere dietro da mezzo mondo.

Gaetano Saraniti

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