Sallusti: “Scilipoti e Vigliacchi”. Cicchitto si indigna

berlusconi-occhiali.jpg_415368877La spaccatura ormai certa del Pdl e la guerra intestina tra Berlusconi e il segretario del partito Alfano apre nuovi e incerti scenari nel centrodestra italiano. Se una forte minoranza di partito si è allineata con Alfano nel sostegno al governo di larghe intese, non del tutto convinto sembra l’elettorato, ancora fortemente legato al presidente Berlusconi e stanco della complicità con centristi e sinistra. La questione politica tuttavia è più seria e potenzialmente catastrofica, il centrodestra potrebbe presentarsi alle prossime competizioni elettorali con un Pdl dimezzato, una rediviva Forza Italia e qualcosa di simile ad una nuova Alleanza Nazionale. Palese sarebbe dunque il fallimento di due generazioni di destre che hanno tirato a campare sotto l’ala protettiva del cavaliere e che nel poco onorevole momento del tradimento al leader segnano il proprio epitaffio politico. Emblematico esempio fu quello rappresentato nel 2010 da Fli; l’ormai disciolto partito di Fini dopo una galoppata forsennata si ritrovò con un pugno di mosche in mano e la carriera bruciata.

La differenza questa volta è che i presunti Cassio e Bruto vengono direttamente dall’establishment del Cavaliere ed è in questo senso va lo sfogo del direttore Sallusti che durante l’ultima puntata di Ballarò ha accusato Cicchitto e soci di Alfano di vigliaccheria, paventando inoltre il rischio di un governo degli “Scilipoti”. Il risultato è, o potrebbe essere, semicomico, una fazione di aggrappata al governo Letta, una fazione barricato con Berlusconi ed un’ultima perennemente alla finestra.

La partita è ancora lunga e si giocherà su più tavoli, non ultimo quello delle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi, la sensazione è che dopo 20 anni di promesse elettorali non mantenute, dopo due anni di governi di larghe intese e dopo una continua diaspora politica la confusione dell’elettore di centrodestra sia non solo legata a fumosi programmi ma anche a persone, simboli e leader. Poche idee ma tutte ben confuse.

 

Alessandro Catalano

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