genovese_0Roma, 19 mar – Il primo parlamentare di questa legislatura per il quale è stato chiesto l’arresto è un democratico doc: si tratta del deputato del Pd Francantonio Genovese, ex sindaco di Messina, finito nel mirino di magistrati per reati tributari, per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, al peculato ed alla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Insieme al parlamentare messinese, il provvedimento tocca quattro suoi fedelissimi: Salvatore La Macchia, Stefano Galletti, Roberto Giunta e Domenico Fazio. Nel luglio scorso la Procura di Messina aveva arrestato la moglie d i Genovese, Chiara Schirò e la cognata, entrambe sotto processo sempre nello stesso filone d’inchiesta.

Nato a Messina, 43 anni, avvocato, Genovese proviene da famiglia di pedigree democristiano: è infatti figlio del senatore Luigi Genovese e nipote del più volte ministro Nino Gullotti, entrambi esponenti dc. Alle primarie per il Parlamento del 2012 è stato il più votato d’Italia con quasi 20 mila preferenze e alle ultime primarie si è schierato con i renziani dopo essrre stato in passato vicino a Veltroni. Nel 1998 è stato assessore all’agricoltura nella giunta provinciale di Messina.

A Genovese la Procura contesta di avere intascato, sotto forma di consulenze, oltre 600.000 euro da parte di società del proprio gruppo, parte dei quali sarebbero provento di peculati e frodi alla Regione Siciliana. Secondo la tesi dell’accusa il parlamentare del Pd avrebbe operato un vorticoso giro di false fatture tra sé stesso e società del gruppo a lui riconducibili per frodare sistematicamente il fisco e non pagare le tasse.

Giuliano Lebelli

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