pizzaioloRoma, 1 ago – È ancora allarme disoccupazione in Italia. Le statistiche Eurostat sull’occupazione degli stranieri dell’area Ue-28 dell’anno 2013, fanno notare come nell’insieme il tasso di occupazione dei cittadini europei (68,9%) sia nettamente superiore a quello degli immigrati extra Ue (56,1%). Così come il tasso di disoccupazione dei cittadini immigrati da stati non europei (21,3%) è addirittura più del doppio di quello relativo ai nativi nei 28 paesi considerati (10%).

Ma in Europa si sa, bisogna sempre tener conto del bastian contrario italiano; infatti l’Italia è l’unica nazione Ue che vede meno disoccupati tra i cittadini stranieri rispetto agli autoctoni e se guardiamo le statistiche, la situazione non è per nulla rosea. Nella Germania della Kaiser Merkel, l’occupazione tedesca è al 78,7%, mentre gli extra-europei impegnati nel mondo del lavoro sono il 58,5%. In Francia invece il rapporto è 70,6 contro il 48,6; nei Paesi Bassi 77,3 e 50,5; in Svezia addirittura 81,3 e 50,2. Persino nel multietnico Regno Unito, i lavoratori inglesi raggiungono il 75,4 contro il 61,9 degli immigrati extra UE. Anche nella socialmente vicina Spagna, che ha una situazione simile alla nostra, gli immigrati lavorano meno dei locali (50% in confronto al 59,5%).

Ma in Italia la situazione viene brutalmente stravolta, trovando un tasso di occupazione maggiore tra gli immigrati non Ue (60,1%), rispetto a quello dei cittadini italiani (59,5%); tutto ciò nonostante l’occupazione tra gli immigrati sia notevolmente diminuita, -9 punti, negli ultimi 5 anni a fronte di una riduzione inferiore a 3 punti registrata sul totale complessivo dei lavoratori. Guardando le cifre reali è quindi possibile constatare come nonostante tra il 2008 e il 2013 l’occupazione straniera nel Paese è aumentata di 246mila lavoratori uomini e 359mila donne, il tasso di occupazione degli stranieri abbia subito un calo negativo, con una super impennata nel 2012, durante questi anni di crisi italiana.

Dalla ricerca di Eurostat emerge poi come nello stivale il rapporto tra l’occupazione italiana e quella straniera sia catastrofica a livello giovanile, con una percentuale di disoccupazione che tocca il 45%, ben cinque volte superiore a quella tedesca. Ci sarebbe a questo punto da chiedersi il perché di tutto questo cercando valide soluzioni per risolvere il problema; Certo è che tra il continuo sbarco di nuove risorse per mezzo dell’operazione Mare Nostrum, i lavori sottopagati agli immigrati, le sistematiche delocalizzazioni e privatizzazioni, e il percorso intrapreso dagli ultimi governi, con l’accelerazione programmatica del governo Renzi, non lasciano sperare in una ripresa per le famiglie italiane.

Andrea Bonazza

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