1Terni, 27 mag – Vi ricordate la brillante campagna satirica di qualche anno fa ‘Marxisti per Tabacci’? Nata da una pagina Facebook in occasione delle primarie 2013 del Partito Democratico con l’intento, palesemente ironico, di sostenere da sinistra il candidato outsider Bruno Tabacci, un vero democristiano Doc.

Oggi sembra che in Umbria la realtà abbia superato la fantasia e così ecco che il movimento di sinistra radicale ‘Socialismo Patriottico’ si schiera a fianco del candidato di centrodestra Claudio Ricci citando il motto del braccio destro di Mao Tse-tung, Deng Xiaoping: “Non importa se il gatto sia nero o bianco, purché acchiappi il topo”.

Rifarsi al maoismo2 per presentarsi alle elezioni sostenendo un democristiano di vecchio corso (nella foto Ricci insieme ad Alfano durante la campagna elettorale in Umbria) suscita ironia più che far pensare ad un serio pragmatismo rivoluzionario.

ho chi minTanto più se si pensa che alle comunali di Terni dello scorso anno il responsabile locale di “Socialismo Patriottico”, Matteo Verticchio, già vicino al gruppo antifascista militante “I primi della strada”, si è candidato nelle fila del centrosinistra con una lista civica di appoggio al Partito Democratico, ottenendo però poche preferenze e non risultando eletto. Parafrasando Deng Xiaoping si potrebbe dire che il gatto non ha acchiappato il topo.

“Socialismo patriottico” è un micro-partitino nato dalle ceneri di “Stato e Potenza”, altra sigla ultra-minoritaria che per qualche periodo ha avuto una certa visibilità su internet per i suoi slogan ferocemente anti-americani e nazional-comunisti. Nella pagina facebook di “Socialismo patriottico” campeggiano tuttora i riferimenti più disparati, da Friedrich Engels a Ho Chi Min, passando confusamente per Putin e Evita Peron.

Difficile capire, adesso, se sarà più difficile per i maoisti in salsa ternana spiegare l’adesione a una coalizione centrista e dichiaratamente moderata oppure per Ricci giustificare la presenza nelle sue liste di candidati che si rifanno all’esperienza dell’Internazionale socialista.

Lorenzo Berti

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